«Il lavoro è un elemento importante per l’uomo e la donna e le famiglie. Senza lavoro perdiamo anche l’identità delle persone. Non c’è giustizia senza lavoro, ma non vi deve essere lavoro senza giustizia. E su questo c’è ancora molto da fare, tanto da lottare». Cos l’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia nella sua omelia ai Cantieri del Mediterraneo. «Vi sono diritti che – secondo l’arcivescovo – vengono prima del lavoro ma anche il lavoro che non può essere privato di diritti. Da qui chiedo che ci siano attenzioni quotidiane alla ferialità dei tanti volti che hanno perso la luce della speranza e alle tante storie che si lasciano prendere da una disperazione capace con facilità di tramutarsi in rabbia sociale». «Penso, in particolare – ha aggiunto l’arcivescovo – agli operai e alle operaie della Whirlpool. Continuo a stare accanto a loro e con loro affronto il buio che stanno attraversando». «Il mio primo pensiero va a chi ha perso la vita nel compimento di una professione che costituiva il suo impegno quotidiano, l’espressione della sua dignità e della sua creatività, e anche alle famiglie che, per la precarietà, in particolare di donne e giovani, i nuovi poveri non hanno visto far ritorno a casa chi, con il proprio lavoro, le sosteneva amorevolmente. Un Paese che cerca di risalire positivamente la china della crisi non può fondare la propria crescita economica sul quotidiano sacrificio di vite umane» ha concluso l’arcivescovo.

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