Tamponi rapidi antigenici di inizio e fine quarantena: è atteso per domani, in Campania, il via libera a un accordo tra la Regione e i medici di famiglia, che attribuisce ai camici bianchi la possibilità di effettuare i test di ultima generazione senza costi aggiuntivi a carico del cittadino. La novità, che estende ai tamponi rapidi il blocco e sblocco dei green pass per i casi Covid, è entrata in vigore con un decreto legge approvato alla fine dello scorso anno. Norma poi attuata con le circolari ministeriale dell’8 gennaio entrata ufficialmente in pista a partire dal giorno 10 di questo mese. Tra fughe in avanti e ritardi delle Regioni si è finora registrato un sostanziale fai-da-te nell’attuazione della norma lungo lo Stivale. Ha iniziato la Lombardia che, sin dal 5 gennaio, ha comunicato che le farmacie potessero effettuare i tamponi antigenici rapidi anche per l’uscita dall’isolamento e per il rientro dall’estero (senza provvedimento di quarantena), con oneri a carico del cittadino. Un modo per consentire alle Asl, gravate da migliaia di richieste, di uscire dall’angolo e governare la pioggia di contagi e quarantene provocate dall’ondata targata Omicron. Successivamente l’Emilia Romagna ha prima stabilito, il 7 gennaio, che si potesse eseguire il test antigenico rapido nasale in farmacia convenzionata unicamente senza sintomi di Covid-19 e dopo una positività rilevata con un test autosomministrato a domicilio (delegando al medico curante tutti gli altri casi e adempimenti), poi con una circolare diretta alle strutture sanitarie ha recepito la direttiva del ministero vista la difficoltà per i Dipartimenti di Sanità pubblica delle Asl, ad effettuare tempestivamente i test molecolari per confermare le positività rilevate con i rapidi antigenici. Dal 10 gennaio anche Valle d’Aosta e Umbria si sono attrezzate e seguire via via tutte le altre regioni si sono allineate.

L’ultima variazione sul tema arriva dal Veneto che dopo aver approfondito col ministero quale tipo di test antigenico rapido fosse utilizzabile e aver ottenuto il semaforo verde anche per quelli di vecchia generazione (che si fanno ancora in molte farmacie) ha reso gratuito, con un finanziamento ad hoc di 5 milioni di euro, i test di fine quarantena che da oggi saranno effettuati anche nelle Croci verdi (su prescrizione medica). In pista c’è anche un portale per prenotare i tamponi nei Covid point con l’identità digitale Spid o Cie dove è possibile anche scaricare anche il certificato di guarigione, in questo caso senza prescrizione del medico. Un test di fine quarantena reso gratuito anche dal medico o dal pediatra. Per quanto riguarda la Campania questa ha iniziato a conteggiare correttamente dal 10 gennaio la positività a Sars-Cov-2 e la fine quarantena anche con gli antigenici rapidi effettuati in farmacia o nei laboratori accreditati senza tuttavia allineare la piattaforma regionale Sinfonia con quella nazionale in quanto fino a quel momento la positività o negatività al virus sul territorio era demandata solo alla rete Coronet dei laboratori autorizzati a processare i tamponi molecolari san dall’inizio della pandemia considerati gli unici validi. Dal 12 gennaio, con un’apposita delibera, è stata dunque ufficialmente recepita la nuova norma ed estesa la funzione dei test rapidi di segnare l’inizio e fine quarantena che oggi, automaticamente, boccano e sbloccano anche i green pass. I test restano a pagamento in farmacia o nei laboratori accreditati. Solo la Asl Napoli 2 ha provato nei giorni scorsi a siglare un accordo con Federfarma per delegare alla rete delle farmacie tamponi gratuiti per l’utenza e a prezzo calmierato per le casse pubbliche. Accordo poi saltato. Un quadro in cui ai medici di medicina generale è stato finora attribuito solo l’onere di certificare la guarigione e magari aggiornare le piattaforme ma non più impegnati nella esecuzione dei tamponi rapidi in quanto quelli in loro dotazione sono di vecchia generazione. Da qui la protesta dei camici bianchi partita proprio dalla Campania che ha raggiunto, tramite la Fimmg, principale sindacato di categoria, sia il ministero sia la Regione Campania con la richiesta espressa di rendere gratuiti i tamponi rapidi all’utenza. Accordo che ora va alla ratifica e che attinge le risorse necessarie a circa 10 milioni in cassa, di cui 7 relativi al riparto alla Campania dei 70 destinati a tali scopi a tutte le Regioni e valere sul 2020 e 2021. Fondo rifinanziato per 30 milioni (di cui 3 alla Campania) dalla legge di Bilancio 2022.

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