Salernitana esclusa dal campionato di Prima Divisione. Verdetto praticamente scontato quello arrivato dalla Covisoc. Ieri la Commissione di Vigilanza ha soltanto ratificato i punti in cui la documentazione presentata lo scorso 30 giugno era incompleta, accertando le irregolarità. Tanti, troppi i fronti di inadempienza: stipendi, Irpef/Enpals, Iva, fideiussione per l’iscrizione, mancata presentazione del rapporto costi ricavi

e mancata ricapitalizzazione. Ora la società granata avrà tempo fino a martedì 12 luglio per mettersi in regola. Indispensabile l’aumento di capitale per il quale restano due giorni bancari e solo dopo aver effettuato questo passaggio, il club potrebbe presentare ricorso. Da Enzo Casciello, il dirigente più vicino ad Antonio Lombardi, è giunta ancora nella serata di ieri l’assicurazione che il patron le tenterà tutte pur di iscrivere la Salernitana al campionato, ma la sensazione che ormai sia troppo tardi è forte. Sarcasticamente cauto, sull’argomento, anche il sindaco De Luca che dopo la violenta sferzata di venerdì scorso, quando aveva ipotizzato la ripartenza dal campionato di serie D «… un male necessario, quasi inevitabile in considerazione della pesante situazione debitoria» , ha strategicamente corretto il tiro dicendo di «voler aspettare i responsi definitivi degli organismi giudicanti prima di esprimere un giudizio definitivo sull’intera vicenda» . A De Luca non spetterà, però, solo la sintesi finale sulla vicenda sportiva ma anche l’onere di individuare, verificandosi le condizioni, l’imprenditore cui affidare la ripartenza. Movimenti sembrano già in corso. In pole position ci sarebbe Giovanni Lombardi, attivo uomo d’affari, amministratore della clinica privata Maria Rosaria, imparentato con la potentissima famiglia Scarlato di Scafati e con all’attivo una discreta anche se contraddittoria frequentazione calcistica prima a Scafati e poi a Cava de’ Tirreni per un breve periodo e in compagnia di Pasquale Casillo. Giovanni Lombardi è da tempo alle calcagna di De Luca che pensò a lui nel momento in cui si materializzò la crisi tra Antonio Lombardi e Murolo nella primavera del 2009. All’epoca De Luca fece incontrare proprio Giovanni Lombardi e Vittorio Murolo nella speranza che insieme potessero trovare una soluzione al problema, ma tutto naufragò nel giro di pochi giorni. Ora Giovanni Lombardi è ritornato alla carica forte di un progetto tecnico pare già delineato e comprensivo dell’esperto diesse Pannone e del tecnico Nello Di Costanzo. Sondaggi il primo cittadino in persona li avrebbe effettuati anche con Gallozzi, Mastromartino e Rainone ricevendo rifiuti ma non definitivi. Potrebbero ritornare in auge anche gli ex soci di Lombardi, i costruttori Carratù e Russo che non hanno mai digerito le ragioni che portarono quattro anni fa il costruttore di Vallo ad estrometterli dalla scena granata.

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