L’importante e’ che il contributo di solidarieta’ sia pagato: dai calciatori o dalle societa’. Questo il parere del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani sullo sciopero dei calciatori per il pagamento del contributo di solidarieta’. Parlando con i giornalisti al meeting di Comunione e Liberazione,

 il leader del Pd non si e’ mostrato interessato al tema ma ha fatto presente che non puo’ essere utilizzato, come fa il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, per distogliere l’attenzione degli italiani da problemi piu’ seri quali la manovra economica. Comunque, Bersani fa anche presente che il vero problema sta nelle forme contrattuali che legano i calciatori alle societa’ in cui e’ previsto il pagamento netto e non comprensivo delle imposte. “Io con tutti i problemi che abbiamo – sono parole di Bersani – vorrei che gli italiani, almeno quell’ora e mezza la domenica, potessero guardarsi la partita, almeno quello. Quanto alla vicenda su chi deve pagare il contributo di solidarieta’ ricordo che i calciatori fanno contratti al netto: non so se e’ chiaro, siamo arrivati a forme che o le previeni alla radice o altrimenti, non ci possiamo subire delle assurdita'”. “Comunque, che paghi il presidente o il calciatore, a me non me ne puo’ fregare di meno, basta che qualcuno paghi e non si usino questi diversivi – come fa Calderoli – perche’ c’e’ ben altro in questa manovra”.

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