Lo scudetto del 2006 resta sulle maglie dell’Inter e senza censura. Nella riunione dei Presidenti delle Leghe la Federcalcio ha annunciato la decisione che lunedì diventerà ufficiale. Visto il parere degli uffici legali la Figc dichiarerà di non essere competente per la decisione di revoca sullo scudetto assegnato a tavolino nell’estate del 2006 dal commissario Guido Rossi.

E’ quanto emerso dalla riunione di via Allegri, dove oltre a decidere la mancata revoca dello scudetto, sarebbe venuta a mancare anche la parte relativa alla “censura morale”, invocata da più parti per sottolineare l’illiceità del comportamento perpetrato dalla società nerazzurra. Lo conferma anche Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Allenatori, secondo cui “la posizione diffusa tra i presidenti delle componenti federali, sulla questione dello scudetto 2006, è di non competenza. Il parere legale che abbiamo ricevuto, ripeto, è che il Consiglio Federale non è competente a decidere”. L’ex allenatore del Bologna ha poi proseguito: “La nostra decisione dovrebbe essere quella di non pronunciarsi sulla vicenda, però ci sarà da valutare ogni singola posizione dei consiglieri. Quel che è certo è che il parere legale che abbiamo ricevuto è di non competenza. Questa era anche la mia posizione anche prima di sentire il parere dei legali, perchè siamo politici e non giudici. Ad ogni modo – conclude Ulivieri – lunedì andrà fatta una valutazione politica in generale. Non sarà una censura ma una posizione legittima del presidente Abete e del consiglio”.  Dura la reazione della Juventus. In una nota apparsa sul sito della società, dagli Usa il presidente Andrea Agnelli ha commentato: “La Fiorentina e i suoi principali azionisti hanno correttamente sottolineato la disparità di trattamento subita da alcune società calcistiche nel 2006. Una disparità che rischia di perpetuarsi se le indiscrezioni di questi giorni dovessero essere confermate da Consiglio Federale di lunedì 18. Il dialogo tra gli attori principali del mondo del calcio è certamente auspicabile, ma le condizioni di parità tra questi soggetti devono ancora essere garantite, anzi ristabilite, dopo 5 anni di doppiopesismo. Ribadisco che ogni azione legale sarà esperita a tutela della Juventus, se l’ordinamento sportivo dimostrerà di non essere in grado di garantire ai suoi membri pari dignità ed eguale trattamento. Questo non è il tempo della burocrazia, questo è il momento della sostanza. Il dialogo potrà stabilirsi solamente quando queste condizioni saranno garantite. Qui non è in gioco l’onorabilità delle persone, che in taluni casi non sono in condizione di argomentare, qui è in gioco la credibilità del sistema”

 

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