Va annullata in autotutela la determina dell’Utc di accoglimento della richiesta di variazione delle unità abitative da cedere al Comune di Sant’Arpino avanzata da Santolo D’Ambra nell’ambito dell’housing sociale di via Libertà. È dettagliatissimo e inequivocabile il parere dell’avvocato Luca Tozzi, incaricato dalla giunta di esprimersi sul provvedimento, in seguito alla nota di contestazione presentata dall’assessore Salvatore Lettera (clicca qui). Premessa d’obbligo: a differenza di azzeccagarbugli abusivi indigeni, Tozzi è tra i migliori legali in circolazione in Campania e non solo. Solo per dirne una, ha vinto in tribunale la battaglia contro il gigante Asmel. Ma torniamo alla determina “incriminata”. Lo scorso febbraio D’Ambra, titolare del permesso di costruire n. 19/2016 in base al quale ha realizzato un centinaio di appartamenti, ha chiesto e ottenuto di mettere a disposizione del Comune immobili diversi rispetto a quelli previsti inizialmente: quattro appartamenti di cubatura minore al posto di tre più grandi. Richiesta accolta dal responsabile dell’Urbanistica Vito Buonomo perché i “nuovi” immobili proposti dal privato presentavano una maggiore metratura. Proprio su questo punto l’avvocato Tozzi fa presente che la convenzione vincola il valore dell’housing sociale non alla superficie in sé ma al valore della consistenza immobiliare. In altre parole, il mero aumento di superficie non determina di per sé un corrispondente aumento di valore, che sarebbe dovuto emergere da una specifica istruttoria. Peraltro l’aumento di superficie riguarderebbe unicamente i garage, mentre le singole abitazioni (sebbene siano quattro e non più tre) registrerebbero una sensibile diminuzione di superficie, elemento che incide chiaramente sul valore delle stesse. L’avvocato Tozzi si sofferma su un altro aspetto non meno rilevante: il valore degli appartamenti dipende anche dal piano in cui sono collocati. Carte e numeri alla mano il legale fa notare che gli immobili inizialmente erano collocati ai piani primo (111,47 mq), secondo (97.47 mq) e terzo (67.13 mq) mentre dopo l’adozione della determina dirigenziale sono dislocati al primo piano (due immobili, rispettivamente di 62.38 e 95.51 mq), al secondo piano (uno di 62.38 mq) e al terzo piano (uno di 62.38 mq). Le superfici indicate sono comprensive di balconi e terrazzi. In sostanza i quattro appartamenti proposti da D’Ambra sono anche di metratura inferiore ai tre originariamente da cedere al Comune. Quindi nel passaggio da tre a quattro l’amministrazione ci avrebbe perso.

A detta dell’avvocato Tozzi, un altro profilo di illegittimità contenuto nella determina (oltre alla violazione dell’art. 17 della convenzione e la carenza istruttoria) consiste nell’aver adottato l’atto senza aver verificato se sono state apportate delle variazioni delle quote di valore destinate all’housing sociale.  L’amministrazione infatti avrebbe potuto accogliere la variazione richiesta da D’Ambra solo dopo aver approvato una variante della licenza edilizia già rilasciata. A conti fatti, il legale incaricato dal Comune ha dato ragione in toto all’assessore Salvatore Lettera. Tutti i punti contenuti nella sua nota protocollata a fine marzo sono risultati fondati e hanno trovato pieno riscontro nel parere dell’avvocato Tozzi. A Lettera va riconosciuto di aver condotto una battaglia seria e di legalità. Altro che finalizzata a interessi propri, come i banditi politici e i colletti bianchi corrotti vanno dicendo sui marciapiedi. Se avesse voluto perseguire altri scopi non avrebbe preso carta e penna e scritto finanche all’Anac. Ma non c’è nulla da fare: chi è ladro pensa che anche tutti gli altri rubino. È un modo per pulirsi la coscienza. Come già annunciato da Campania Notizie nella prima puntata della nostra inchiesta sull’housing sociale. La determina oggetto di discussione è poca cosa rispetto alla matassa di provvedimenti sospetti adottati in passato dal Comune. Provvedimenti, ed è giusto precisarlo, non assunti da Vito Buonomo ma dai precedenti responsabili dell’Urbanistica Pietro D’Angelo e Salvatore Compagnone. Anzi, sia il capo dell’Utc che il comandante della polizia municipale Francesco Dell’Aversana già si sono messi in moto per attivare tutte le attività di controllo per applicare anche drastiche misure per ricondurre l’housing sociale sulla strada del rispetto della legge. Del resto l’avvocato Tozzi, rimarcando le gravi criticità riguardanti l’iter iniziale alla base del progetto riqualificazione del comparto C2 nord-ovest, ha messo in evidenza la necessità di approfondire una serie di aspetti tecnico-burocratici avvolti da nuvole nere. Accanto a quelle tecniche emergeranno, ne siamo certi, anche responsabilità politiche. E Campania Notizie le snocciolerà via via come sempre documenti alla mano. E facendo nomi e cognomi. Anche di chi ha svolto ruoli da protagonista pur stando dietro le quinte.

(continua…)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui