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A seguito di quanto emerso stamattina sui 249 operatori sanitari del Cardarelli di Napoli assenti per malattia è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Napoli, con l’avvio delle indagini condotte dal Procuratore capo Giovanni Melillo e delegate a Nas e carabinieri del nucleo investigativo. L’intento è di far luce su quanti abbiano usufruito del certificato medico legittimamente e quanti invece ne abbiano approfittato per cercare di sfuggire al loro dovere. Tutto è partito dall’articolo comparso sul Fatto Quotidiano in cui è riportato un post pubblicato sulla pagina Facebook del primario di Cardiologia e capo dipartimento per la sicurezza dell’ospedale, Ciro Mauro. “Penso a tutti gli operatori del Cardarelli che sono al loro posto e penso anche a tutti quelli che si nascondono dietro un certificato medico fasullo lasciando i colleghi da soli a lavorare. Non abbiamo rancore contro questi, solo commiserazione. Il Cardarelli andrà lo stesso avanti conseguendo come al solito i migliori risultati della sanità campana”. Questo è quanto avrebbe scritto Mauro sul noto social network. Appena scoppiato il caso, il direttore generale Giuseppe Longo ha annunciato l’avvio di un’indagine interna: “Esaminare caso per caso servirà ad accertare le irregolarità, ma anche a tutelare quanti sono legittimamente a casa per comprovate ragioni di salute”. Nel caso in cui “emergessero comportamenti scorretti”, ha assicurato la direzione Strategica del Cardarelli, “provvederà a trasmettere l’esito delle indagini agli organi competenti e adottare prontamente i necessari provvedimenti disciplinari”. Poi la precisazione: “Useremo il massimo rigore ma non passi il messaggio che tutti i dipendenti del Cardarelli sono dei ‘malati immaginari’. In questa azienda ci sono 3.000 donne e uomini che lavorano instancabilmente al servizio dei pazienti. A loro va il nostro ringraziamento per quanto fanno e, voglio sottolinearlo, sono loro i primi a chiederci di fare luce su quanto avvenuto affinché si possano individuare subito le eventuali irregolarità”. Anche il primo cittadino partenopeo è intervenuto duramente sulla faccenda, definendo “vigliacchi e traditori” quelli che hanno usufruito in maniera illegittima del certificato medico per malattia e ne ha auspicato il licenziamento.

Intanto la direzione strategica dell'Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli prende una decisa posizione in merito ai "249 dottori malati immaginari" e che avrebbero presentato certificati di malattia. La direzione ha visionato "i documenti puntualmente verificati dalla direzione amministrativa. I numeri, certificati e verificabili, riferiscono di un organico di 739 medici dei quali 276 impegnati nel Dipartimento di Emergenza Urgenza Dea. "Al fine di tutelare l'immagine dell'Azienda ospedaliera, dei dipendenti (medici e non) che con dedizione e coraggio sono a lavoro la direzione strategica si riserva di agire nelle opportune sedi contro chiunque diffonderà notizie non verificate e non corrispondenti a verità", annuncia la direzione strategica.





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