Volano nei sondaggi Fratelli d?italia e Giorgia Meloni. L’ultimo report mensile di Nando Pagnoncelli di Ipsos per il Corriere della Sera registra un aumento delle intenzioni di voto per FdI che si attesta al 31,4%, oltre 5 punti in più di quanto ottenuto alla urne e in crescita di 1,6 punti sulla rilevazione precedente. Ad aumentare è anche la fiducia nel presidente del Consiglio: il 49% degli italiani esprime un giudizio positivo su Meloni e il 46% fa altrettanto col suo governo. Un segnale non banale a un mese dalla nascita dell’esecutivo che dimostra che, al di là di qualche polemica, i primi provvedimenti e la legge di bilancio sono stati generalmente ben accolti. Il dato, considerando anche il 35% di giudizi negativi e togliendo chi non si esprime, si traduce in un indice di gradimento per la premier di 58, che va ben al di là del bacino di voti del centrodestra che rappresenta il 26,7% del bacino elettorale. Limitando le aree di rilevamento agli elettori di centrodestra le percentuali diventano plebiscitarie: la fiducia è al 95% tra quelli di FdI, 93% tra i leghisti e 85% per quelli di Forza Italia. Ma anche il 28% degli elettori Pd e il 31% dei Cinquestelle esprimono un parere positivo. Per quanto riguarda la stratificazione sociale, i giudizi favorevoli sulla premier viaggiano oltre il 60% tra imprenditori e liberi professionisti (66%), impiegati, operai e autonomi, mentre calano al 46% tra le fasce a basso reddito e i disoccupati. Se FdI cresce lo fa soprattutto a spese degli alleati.

La Lega registra una diminuzione di consensi che la porta al 7,3%, nonostante diverse misure bandiera inserite in manovra, mentre è ormai cronico il calo di Forza Italia che si attesta a non più del 6,8%, alla pari col Terzo Polo di Calenda e Renzi, a sua volta in discesa. La coalizione, trainata da Fratelli d’Italia ottiene comunque un 46,7% totale. Certo i singoli sondaggi possono essere oggetto di errore statistico e altre rilevazioni, come quella di Euromedia di Alessandra Ghisleri per la Stampa, raccontano un quadro leggermente diverso. Qui Fdi si ferma al 28,3 mentre la Lega tiene al 9,5. Il dato che rimane evidente è comunque un consenso per la maggioranza pari o più alto rispetto al giorno delle elezioni. Sul versante del centrosinistra il partito democratico scende al 17,2% e rimane dietro al Movimento Cinque Stelle che ottiene il 17,5%. Leggera crescita anche per Alleanza Verdi Sinistra, che guadagna mezzo punto e sale al 4,2%. Bonelli e Fratoianni non sembrano dunque risentire della vicenda Soumahoro, che però è scoppiata nell’ultima settimana e potrebbe non aver ancora influito troppo sulle preferenze di voto. La coalizione di centrosinistra rimane comunque al 23,5% in calo di oltre 3 punti dal 25 settembre e con oltre 20 di distacco dalla destra. Il trend che si evidenzia è un elettorato che, passata la fase dell’unità nazionale, si sta radicalizzando sui partiti con posizioni più forti, quindi FdI a destra e M5S e a sinistra, mentre i partiti “moderati” come PD e Azione-Iv ne risentono. Per quanto riguarda la fiducia nei leader del centrosinistra al primo posto c’è Giuseppe Conte col 33%, seguito da Salvini col 26%. Più dietro Calenda che tocca quota 20. Solo il 17% per il segretario uscente del Pd Enrico Letta, che risente del dibattito interne che culmunerà con il congresso fissato a febbraio.

Mario De Michele

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui