di Mario De Michele

Separati in casa. Con il letto a sei piazze. Da un lato dormono Vincenzo Gaudino, Vincenzo Tosti e Fabio Di Micco. Dall’altro Gianfranco Piccirillo, Espedito Ziello e Mario Vozza. Presenta vistose crepe la coalizione di centrosinistra uscita vincente dalle elezioni comunali dello scorso 7 novembre. La rottura si è consumata su questioni tematiche? Nemmeno per sogno. La divaricazione tra le due triadi nasce da motivazioni esclusivamente di seggiola. Sulle poltrone in giunta è scoppiata la prima guerra interna. Non a caso a quasi quattro mesi dal voto l’esecutivo è ancora monco. Il sindaco Gaudino ha conferito le deleghe soltanto a tre assessori: Tosti (vicensindaco e Ambiente), Marilena Belardo (Istruzione e Varie ed eventuali), Pasquale Del Prete (Bilancio e Finanze). Due posti sono vacanti. E tutto il resto è nelle mani del primo cittadino. Non si tratta di rimasugli. Parliamo, ad esempio, delle deleghe a Urbanistica e Lavori pubblici e alla Legge 328/2000 (Ambito socio-assistenziale C6, per capirci). Finora nel letto a sei piazze si sono spaparanzati Tosti e Di Micco. I componenti di Città visibile nel giro di un ballo in maschera si sono trasformati da comunisti duri e puri in democristiani doc. Hanno portato a casa due postazioni importanti. E chi si è visto si è visto. Anche il senatore Di Micco, movimentista della prima ora, ha indossato comodamente i panni dell’utilitarista. Orta in Movimento ha incassato la presidenza dell’assise. Nel frattempo attende speranzosa la seconda cadrega in giunta.

Piccirillo, Ziello e Gaudino

Gaudino è come un funambolo che cammina su un filo che oscilla a 100 metri di altezza. Finora il primo cittadino è riuscito a restare in piedi. Ma da lassù fa una certa impressione a guardare in basso. Soprattutto dopo la prima prova di forza dei “trombati” Piccirillo-Ziello-Vozza. Il trio, rimasto a mani vuote, ha fatto sentire forte e chiara la sua voce concordando la mancata partecipazione all’ultimo civico consesso dei consiglieri comunali Adriana Cinquegrana, Antonino Santillo e Michele De Micco. Un’assenza strategica che ha dato una spallata decisiva alla seduta consiliare indetta per lunedì scorso in prima convocazione. Gaudino e company ce l’hanno fatta in seconda battuta soltanto perché si è abbassato il quorum. Di nuovo desaparecidos i tre dissidenti. E l’assenza di Cinquegrana, Santillo e Di Micco ha rimbombato nelle stanze del palazzo lasciandosi alle spalle una lunga fila di punti interrogativi. È la prima volta che la minoranza della maggioranza porta a casa un game. Lo score della diatriba interna segnava un netto 6-0, 6-0 a favore del trio Gaudino-Tosti-Di Micco. Ma ora il gioco si fa duro. E nonostante la partenza ad handicap Piccirillo, Ziello e Vozza sperano di piazzare qualche altro colpo vincente. La madre di tutte le partite è quella che si disputa sul campo dell’Acquedotti. La presidenza della società idrica fa gola a Piccirillo. L’esponente dem ha i rubinetti chiusi. I conti familiari sono rosso fuoco. Addirittura la casa dove abita è stata messa all’asta (il prossimo 21 marzo sarà in vendita). La guida della società idrica potrebbe ridare ossigeno a un Piccirillo indebitato fino ai capelli. Di tutt’altro avviso il sindaco Gaudino. Che vorrebbe puntare su un tecnico. Un’impostazione condivisa anche da Città Visibile e Orta in Movimento. Da sciogliere altri due nodi gordiani. Quelli riguardanti le caselle vuote dell’esecutivo. Democratici e Riformisti ambiscono a due posti. Gaudino ne vorrebbe concedere uno. La seconda posizione utile è stata richiesta da Orta in Movimento per avere una rappresentanza in giunta. Farebbe en plein la lista del senatore Di Micco: due consiglieri comunali e due posti di potere. Troppa grazia se si pensa che i Dem e Riformisti hanno eletto ben 5 candidati. E soprattutto eccessivo squilibrio nella spartizione delle poltrone. Gaudino non ha intenzione di fare passi indietro. Piccirillo-Ziello-Vozza era una tris da giocare in campagna elettorale. Una volta che il suo cavallo ha tagliato per primo il traguardo sta cercando in tutti i modi di sbarazzarsi di quel trio troppo ingombrante sia sul piano politico che personale. Il sindaco vuole recidere il cordone ombelicale con quella fetta della maggioranza. Avrebbe anche dato indicazioni di non essere infastidito al municipio. Al punto che vorrebbe chiedere a Harry Potter di entrare in giunta per far sparire dalla faccia della terra Piccirillo, Ziello e Vozza. La politica è tutt’altra cosa rispetto alla magia. Contano i numeri, non i sortilegi. Le assenze di Cinquegrana, Santillo e De Micco sono la dimostrazione plastica che le anatre zoppe non hanno vita lunga. Per adesso Gaudino non si cruccia più di tanto. Però deve stare attento a non tirare troppo la corda contro i tre dell’Apocalisse. In caso di strappo definitivo Piccirillo, Ziello e Vozza si siederanno sulla riva del fiume aspettando passare il cadavere del sindaco. Poco male. È risaputo, per sua stessa ammissione, che Gaudino è in grado di camminare sull’acqua. Chi affonderà al termine della battaglia navale in atto nella maggioranza?

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