Vasta operazione di Carabinieri e della Guardia di Finanza, da questa mattina, nell’ambito di una inchiesta sui carburanti. Misure cautelari sono state predisposte nei confronti di 45 persone di varie province: Salerno, Brescia, Napoli, Caserta, Cosenza e Taranto, con accuse che vanno, a vario titolo, dall’associazione per delinquere con l’aggravante del metodo mafioso, alle frodi in materia d’accise e iva sugli olii minerali, alla intestazione fittizia di beni e società alla truffa ai danni dello Stato.
    I carabinieri del Comando provinciale di Salerno e i militari della Gdf di Salerno e Taranto, con la coordinazione dalle direzioni distrettuali Antimafia di Potenza e Lecce, sono entrati in azione nell’ambito di una operazione molto articolata e vasta, che prevede anche 71 denunce a carico di altrettante persone. Le attività investigative hanno dato modo di accertare l’infiltrazione del clan dei Casalesi e del clan Cicala nel lucroso mercato degli idrocarburi nei territori campani del Vallo di Diano (Salerno) e della Puglia, in particolare nella zona di Taranto. IL giro di affari, secondo gli inquirenti, fruttava qualcosa come trenta milioni di euro al giorno. L’operazione segue di una settimana circa quella messa a segno della Guardia di Finanza tra Campania, Lazio e Calabria e che ha svelato gli interessi della camorra e della ‘ndrangheta nello stesso settore. Delle 45 persone finite agli arresti, 36 sono andate in carcere per 16 sono scattati i domiciliari.

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