Chiuso senza alcun preavviso tra l’incredulità di atleti e famiglie. Quella di venerdì scorso doveva essere una giornata di routine per la Polisportiva Atellana. Dirigenti, ragazzi e tecnici si sono recati al Palazzetto dello sport di Orta di Atella ma hanno avuto una brutta sorpresa. L’ingresso era off-limits. Cancelli inaccessibili con tanto di catenacci. Il drastico provvedimento è stato adottato dal sindaco Andrea Villano con il supporto del responsabile dell’ufficio tecnico Adele Ferrante. Motivo? Struttura inagibile. Risultato? Niente allenamenti e gare sempre fuori città. La Polisportiva Atellana, presieduta da Maria Grazia Capasso, è composta da tre società: Usca (guidata dalla stessa Capasso), Volley Orta, capeggiata da Antonio Orefice, Borgo 5, capitanata da Carmine Lampitelli. L’Usca sta ottenendo prestigiosi risultati sia nel settore giovanile che nel campionato di Serie A2 di pallamano. Stesso discorso per i pallavolisti ortesi e per la squadra di Casapozzano di calcio a cinque Borgo 5.

“Chiediamo la riapertura dell’impianto - afferma Maria Grazia Capasso - perché svolgiamo da anni non solo un’importante funzione sul piano sportivo ma anche in ambito sociale e formativo al pari delle scuole. Serve un urgente tavolo tecnico con l’amministrazione comunale per affrontare le problematiche della struttura. Bisogna dare la possibilità ai giovani ortesi di fare sport”. La richiesta di un tavolo tecnico-istituzionale con il sindaco Villano, peraltro già avanzata lo scorso settembre alla ripresa delle attività agonistiche, è più che legittima. La chiusura del Palazzetto implica enormi disagi soprattutto per le famiglie e per i giovani ortesi. L’amministrazione comunale ha il dovere di trovare una soluzione.

Per carità, l’impianto deve essere messo in sicurezza e reso agibile nell’interesse di tutti a partire dagli atleti ma è compito della giunta targata Villano intervenire con provvedimenti celeri ed efficaci. È solo un problema di volontà politica. C’è la massima disponibilità delle tre società che formano la Polisportiva Atellana a sobbarcarsi gli oneri per garantire l’agibilità della struttura e assicurare la tutela dell’incolumità dei ragazzi. “Se non riapre il Palazzetto - osserva il presidente Capasso - saremo costretti a utilizzare gli impianti di Capua o Sant’Angelo in Formis con spese insostenibili a carico nostro e soprattutto delle famiglie che dovranno accompagnare i figli fuori città. Noi siamo disposti a mettere a norma il palazzetto con l’aiuto delle famiglie e degli sportivi ortesi”.

Senso di responsabilità e massima collaborazione per affrontare e risolvere un problema certamente complesso. La Polisportiva Atellana c’è. Il Comune di Orta di Atella batta un colpo. E una cosa sia chiara a tutti: se qualcuno dell’amministrazione o del mondo politico vuole “strappare” il Palazzetto alla Polisportiva Atellana, che da anni e con ingenti sacrifici è una palestra di vita e di sport, se lo tolga dalla testa. Speculare sulla pelle di centinaia di ragazzi per fini elettoralistici o personali sarebbe ignobile. Lasciate perdere. Tanto non ci riuscirete.

Mario De Michele





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