Era la finale che tutti attendevano per la Confederations Cup e il suo responso e' stato chiaro: la Spagna, il ''Brasile del presente'', non e' piu' imbattibile. La spallata ai campioni del Mondo e d'Europa l'avevano data tre giorni fa gli Azzurri, consegnando al Brasile di Felipe Scolari una squadra stanca, ma la prova della Selecao e' stata superiore alle aspettative per qualita' e quantita', in tutti i reparti.

Il 3-0 finale non e' stato solo frutto delle prodezze di Neymar, oggi ancora in gol, e dell'efficacia di Fred, autore di una doppietta, perche' tutti i brasiliani hanno dato il massimo, spinti per 90' da un pubblico entusiasta. La Spagna, caduta dopo 29 risultati utili, e' stata alla fine travolta da un avversario piu' fresco e voglioso, ma il suo impianto resta inimitabile e le garantira' un futuro ancora lungo. Il Maracana' rinnovato non ha quindi tradito il Brasile, che ha vinto la quarta Confederations della sua storia, la terza di fila, allontanando il timore di un altro 'Maracanazo', in sedicesimo, contro la squadra piu' forte del mondo.

Mentre all'esterno dello stadio undicimila agenti vigilavano sulla sicurezza - e non sono mancati scontri anche violenti con gruppi di manifestanti - l'entrata in campo delle squadre ha confermato che Scolari si era affidato agli 11 ''eletti'' che hanno raggiunto la finale a suon di vittorie. Del Bosque ha cambiato solo una pedina rispetto alla faticosissima partita con l'Italia, inserendo Silva al posto di Mata.

Una dimostrazione di sicurezza da parte di entrambi, che pero' ha dato ragione solo a ''Felipao'', perche' la stellare formazione spagnola stasera era in riserva, con il solo Iniesta all'altezza della sua fama. Il Brasile ha cominciato forte. aggressivo e veloce, e gia' al 2' si e' trovato in vantaggio. Su un cross di Hulk, la palla e' finita a tiro di Fred, che da terra ha battuto da due passi Casillas. Il boato dei 73 mila presenti ha accolto la rete dalla punta verdeoro, il segnale che la Spagna poteva essere battuta. Alternando giocate veloci e raffinate a rudi interventi sul portatore di palla avversario, i brasiliani hanno tenuto in scacco i campioni del mondo, trovando altre buone occasioni con Oscar, Paulinho e Fred.

La Spagna, aggrappata a Iniesta, e' cresciuta alla distanza e al 41' solo un miracolo in spaccata di David Luiz ha tolto dalla porta un tiro di Pedro a colpo sicuro. Quando il Brasile sembrava un po' in crisi, al 44' Neymar ha raddoppiato. Il neo acquisto del Barcellona, liberato sulla sinistra, ha infilato Casillas con un poderoso sinistro. Sugli spalti e' cominciata la festa, mentre i giocatori verdeoro, dal campo e dalla panchina, sono andati ad abbracciare il fuoriclasse. Neanche il tempo di tornare in campo e al 2' Fred ha messo il 3-0, quinta sua rete in 5 gare, calciando di destro dalla sinistra per battere ancora Casillas.

La Spagna, gia' matata, ha alzato definitivamente bandiera bianca al 10', quando Ramos ha sparacchiato fuori un rigore concesso per fallo sul da poco entrato Navas e infine con l'espulsione di Pique' al 23'. Non e' il Mondiale, ma quello che si e' visto nel torneo basta ai brasiliani per sognare e alle altre squadre per capire che l'anno prossimo il Brasile sara' qualcosa in piu' di un padrone di casa.

 





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