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Va bene che i panni sporchi si lavano in famiglia. Ma nel caso dell’Ambito socio-sanitario C6 servirebbe una lavanderia grande come il centro Nasa. E nonostante la mega tintoria non sarà possibile togliere del tutto le macchie che imbrattano di dubbi e sospetti un appalto di 597.500 euro per la “Gestione del Progetto Home Care Premium INPS 2017”. A scorrere i nomi di chi si è messo in saccoccia la corposa somma di soldi pubblici ci torna in mente la soap opera Dynasty, celebre negli anni ’80. Il C6 è composto dai Comuni di Aversa, Carinaro, Casaluce, Cesa, Gricignano, Orta di Atella, Sant’Arpino, Succivo e Teverola. Dallo scorso 28 ottobre la città normanna è l’ente capofila. In precedenza il timone era nelle mani di Casaluce. E si vedeva, eccome. L’Ambito faceva acqua da tutte le parti. Servizi carenti, in alcuni casi del tutto assenti, spese folli e assunzioni clientelari hanno affossato il C6. I buchi neri riguardano proprio gli affari di famiglia. Siamo nel 2017. Sindaco di Casaluce è Rany Pagano (nella foto a destra). Come detto, Casaluce è capofila dell’Ambito socio-assistenziale. Pagano è il presidente del C6. Chi si aggiudica la gara per la fornitura di una serie di servizi? La coop Gioia di Vivere, in Ati (associazione temporanea di imprese) con la Terzo Millennio. Scopriamo che tra i componenti del consiglio di amministrazione della Gioia di Vivere (leggi la visura camerale in basso) figura tale Mario Iovene (nella foto a destra).

Chi è questo aitante giovanotto? È nipote di primo grado, figlio della sorella del sindaco uscente Pagano, oggi assessore della giunta guidata da Antonio Tatone. I legami parentali sono ancora più stretti perché Pasquale Iovene, padre di Mario, è cognato dell’ex primo cittadino. Ed è stato fino a circa due anni fa dipendente comunale di Casaluce. Riferendosi a Pasquale Iovene più di una persona lo ha definito scherzosamente un “noto scroccone di caffè e sigarette”. Nulla di male. Si sa: caffè e sigarette per chi fuma vanno a braccetto. Andrebbero pagati entrambi di tasca propria, ma questo è un altro discorso. È una nota di colore del tutto irrilevante rispetto allo scandalo che stiamo raccontando nella prima puntata della nostra inchiesta.

E sì, perché parliamo di quasi 600mila euro incassati da una cooperativa sociale di cui fa parte il nipote (Mario Iovene) dell’allora sindaco (Rany Pagano) del Comune capofila dell’Ambito C6. La coop Gioia di Vivere, che ha incassato le somme più cospicue, e la Terzo Millennio hanno ottenuto un super appalto per il triennio 2017-2019. Introito complessivo 597.500 euro, suddiviso in 4 maxi rate. La prima di ben 357mila euro (2017 e 2018). Poi ci sono stati i botti di fine anno con la spartizione del restante bottino. Le due cooperative hanno incamerato altre 3 tranche con il consolidato sistema delle proroghe: 158mila, 13.500 e 82.500 euro. Una bottiglia del miglior champagne è d’obbligo per salutare alla grande il 2019. Ecco perché la coop del nipote dell’ex sindaco Pagano si chiama Gioia di Vivere. Con tutti questi soldi si fa la bella vita.

Mario De Michele

(continua...)

 

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