Ora vediamo chi mente. Prima della misura restrittiva che ha colpito l’ex sindaco di Orta di Atella Angelo Brancaccio siamo riusciti a carpire un audio esclusivo che farà definitivamente chiarezza sull’assunzione illegittima al Comune di Carlo Mozzillo, genero di Carmine Vozza, politico di lunghissimo corso che pretende dopo quasi 30 anni di fare il croupier in tutte le partite amministrative locali. All’epoca dei fatti, anzi dei misfatti, fu organizzato un concorso ad hoc per coprire l’incarico di responsabile Ced (Centro elaborazione dati). Come è sua abitudine, l’uomo ombra Massimo Lavino (il figlio si è candidato alle ultime comunali senza essere eletto) fece da mediatore tra l’allora primo cittadino Brancaccio e Vozza, a quei tempi leader cittadino dell’Udc, suocero di fatto (poco dopo avrebbe sposato la figlia) di Carlo Mozzillo. Vozza garantì a Brancaccio il sostegno politico del suo partito in cambio del posto di lavoro al compagno, poi consorte, della figlia. Al momento dello svolgimento del concorso Lavino indicò come presidente della commissione un suo nipote.

Il nome? Sempre lui: l’avvocato Salvatore Compagnone, attuale responsabile Affari legali (lo era anche allora) del Comune di Sant’Arpino. È lo stesso che d’accordo con il sindaco di Orta di Atella Andrea Villano aspira a trasferirsi nella città atellana per occuparsi di Affari legali. Ed è quello che illegittimamente ha ottenuto dal 2002 al 2005, sempre tramite Brancaccio, incarichi di consulente per oltre 40mila euro. Egregio Villano, tutto l’universo auspica che abbia cambiato idea. Commetterebbe un crimine da ergastolo. Torniamo al concorso per assumere il responsabile Ced. Ovviamente Carlo Mozzillo si piazzò al primo posto in graduatoria. Inutile dire che nella tornata elettorale del 2018 la famiglia Vozza, il prof Carmine in testa, ha appoggiato il consigliere comunale Salvatore Del Prete “Magò”. Insomma, c’è poco da aggiungere. Basta ascoltare l’audio.

Vergognoso ma non sorprendente: Angelo Brancaccio, Carmine Vozza e Salvatore Del Prete sono “carte conosciute”. Quello che fa cadere le braccia è l’altra faccia della medaglia. La politica locale è talmente compromessa e schizofrenica che anche un bravo ragazzotto come Mario Vozza, nipote di Carmine, si è autoconvinto (speriamo inconsciamente) che lo zio non abbia fatto parte del “sistema” Brancaccio. In un paese normale Mario Vozza parlerebbe come un giovane, non come un politico da Prima Repubblica che si arrampica sugli specchi per difendere l’indifendibile. In seguito all’entrata di Mario nell’agone politico (coordina un’associazione senza soci), Campania Notizie ha sollevato il dubbio che Vozza nipote non sia autonomo da Vozza zio. E Mario, tramite Fb (post sotto al video) non solo ci dà ragione, ma addirittura rivendica la condivisione delle scelte politiche della sua famiglia. Loro hanno sempre fatto del bene alla comunità, possono camminare a testa alta. Noi di Campania Notizie invece scriviamo cose false di cui dovremo dar conto alla magistratura.

Caro Mario, va bene. Poi ci metteremo d’accordo se andare in auto assieme e su chi tra noi dovrà fare attenzione che la batteria del telefonino sia carica per far ascoltare questo audio ai giudici.

Mario De Michele

 

LA CONFESSESSIONE DI ANGELO BRANCACCIO

 

IL POST GROTTESCO DI MARIO VOZZA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





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