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Discontinuità. Parola abusata soprattutto in politica. Tutti la predicano in campagna elettorale nessuno, o quasi, la pratica. Uno dei principali sbandieratori del “cambiamento rispetto al passato” è stato Enzo Gaudino. Durante la corsa per la fascia tricolore il candidato sindaco del centrosinistra ha in più di un’occasione, anche ai microfoni di Campania Notizie, accusato la coalizione guidata da Andrea Villano di rappresentare il prolungamento delle passate gestioni e di essere un raggruppamento politico-affaristico. Tutto legittimo, per carità. Nelle dispute elettorali tutto è concesso. E gli attacchi sono sempre frontali e impietosi. Ma, come solevano dire i Romani, la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto. Nel caso del consigliere di opposizione i sospetti ammantano il padre Salvatore Gaudino. È proprietario di una palazzina in via Bernardo Telesio. Da più parti, anche dall’area vicina al candidato sindaco, ci sono state segnalate anomalie riguardanti l’immobile.

Come sempre, prima di scrivere, abbiamo svolto un lavoro di ricerca per verificare la fondatezza delle notizie. E abbiamo scoperto che, almeno stando ai servizi catastali dell’Agenzia delle entrate (visura del 18 settembre 2019), lo stabile presenta una serie di irregolarità anche piuttosto gravi. Abbiamo appurato che il palazzo si compone di cantinato, piano terra-porticato, primo e secondo piano e sottotetto. In base alle carte del Catasto balzano agli occhi difformità di non poco conto. La particella del fabbricato è la n. 5162. E fin qui ci siamo. I conti non tornano nel conteggio dei subalterni, cioè delle unità immobiliari autonome che compongono l’intero stabile. L’immobile di proprietà del padre di Gaudino dovrebbe contenere 5 subalterni: cantinato, piano terra-porticato, primo e secondo piano e sottotetto. Nel caso specifico il sub 2-3-4-5-6. Poiché almeno fino a dieci sappiamo contare abbiamo notato con enorme stupore che dalla visura catastale manca il subalterno 5. In pratica è scomparso un appartamento.

Il sub 2 è il cantinato, il 3 è il piano terra abitato da Salvatore Gaudino, al primo piano (sub 4) ci vive Angelo Gaudino, fratello del consigliere comunale, al secondo piano risiede Caterina Gaudino, sorella sempre dell’esponente dell’assise, mentre il sottotetto (sub 6) è in corso di costruzione e quindi non è abitato. Qualcuno appassionato di numeri avrà subito colto che dalla visura manca il subalterno 5, che per come si struttura il fabbricato corrisponde al secondo piano. Com’è possibile? Tra il primo piano e il sottotetto c’è il nulla. Sulla carta il sottotetto è sospeso nel vuoto. Abbiamo viaggiato su Google Maps Street View per svelare l’arcano. Com’era prevedibile, il secondo piano c’è (nelle foto). E su di esso poggia il sottotetto. Ad Orta di Atella di “miracoli” urbanistici se ne sono visti a bizzeffe ma questo sarebbe stato un caso unico.

Come mai allora quello che è visibile anche a una persona quasi non vedente non risulta nella visura catastale? Salvo errori del sistema informatico o chissà qualche altro misterioso motivo, la spiegazione tecnico-logica ci induce a pensare che il secondo piano dell’edificio, dove alloggia la sorella del consigliere Gaudino, non è stato accatastato, con i conseguenti mancati adempimenti di legge tra cui il collaudo statico dell’intera struttura. Per carità è un’ipotesi che però, documenti alla mano, appare verosimile. Le anomalie non finiscono qui. Il subalterno 3, ovvero il piano terra-porticato, risulta in corso di costruzione. Eppure tutto il globo terrestre sa che è abitato dal padre di Gaudino. Non ci sono lavori in corso in quanto l’opera è già completata da molti anni. Insomma, la realtà dice una cosa, che è la verità, la visura ne dice un’altra, che è falso.

Si potrebbe liquidare la vicenda nella parola burocrazia se non fosse per i risvolti di natura urbanistica e tributari che comportano le sopraelencate irregolarità. Dell’aspetto tecnico-urbanistico ci occuperemo in una seconda puntata. Ora ci soffermiamo su quello concernente le tasse. Primo problema: se il secondo piano non è accatastato, quindi non risulta, come hanno fatto i proprietari a pagare l’Imu e la Tari? Anche in questo caso presumiamo, concedeteci almeno il beneficio del dubbio, che i rispettivi tributi siano stati evasi per anni e tuttora non vengano pagati. Ci risulta inoltre che Angelo Gaudino fa parte dello stesso nucleo familiare del padre, pur vivendo con la propria famiglia al primo piano dello stabile, quindi in un’abitazione autonoma. La Tari si paga in base ai metri quadrati della casa e al numero dei componenti del nucleo familiare. È immaginabile che anche qui i conti non quadrino. Per quanto riguarda l’Imu c’è una domanda che sorge spontanea: tutto il palazzo è di proprietà di Salvatore Gaudino, come siamo messi con le detrazioni fiscali e col pagamento dei tributi sulla seconda casa in poi?

Siamo certi che il consigliere comunale Enzo Gaudino, anche perché è un valente avvocato, non sia a conoscenza delle possibili difformità che incombono sul palazzo del padre, dove abitano fratello e sorella. Qualora le notizie in nostro possesso siano fondate, siamo altrettanto convinti che sarà il primo a chiedere ai suoi familiari di regolarizzare immediatamente la loro posizione con il versamento delle tasse comunali evase (anche se sono recuperabili solo gli ultimi 5 anni, i precedenti sono prescritti). Se invece, deludendoci, farà finta di nulla vorrà dire che il suo slogan elettorale “Cambiare rispetto al passato” era da intendersi nell’accezione gattopardesca di Sciascia: “Cambiare tutto per non cambiare nulla”.

Mario De Michele

(continua…)

 





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