“Cesario Villano è stato delegato da me perché ero impossibilitato a partecipare all’assemblea consortile per il bilancio. Non è un vero e proprio incarico. Non ha preso indennità, ma ci ha pure rimesso di tasca sua. Per quella decisione il Consorzio Idrico ha avuto pure una condanna dalla Corte dei Conti”. Confermando in toto la “scoperta” di Campania Notizie, il sindaco Andrea Villano chiarisce la sua posizione e quella del suo delegato, che 5 giorni dopo l'indicazione fu nominato il 17 luglio 2018 assessore della nuova giunta di Orta di Atella restando in carica per poco tempo. Il primo cittadino non nasconde le difficoltà. “La situazione con l’Idrico è complessa. Il comune in realtà ne fa ancora parte. Creata l’Acquedotti, si è fatta una delibera di affidamento del servizio a tale società, ma non si è mai predisposto per l’uscita contestuale dal Consorzio Idrico. Quindi l’Ente ha di fatto continuato a partecipare alle assemblee e a versare la quota annuale, ma non ha diritto al membro nel consiglio di amministrazione per la piccola quota partecipativa posseduta”. Si potrebbe dire che quindi l’Ente ha il piede in 2 scarpe. Il primo cittadino spiega anche perché dal lontano 2001 neanche la sua amministrazione ha provveduto a venir fuori ufficialmente dal Consorzio.

“L’Idrico ha circa 80 milioni di debiti e quindi l’uscita del Comune non è semplice perché vorrebbe dire che ci porteremmo dietro parte del debito. Sarebbe un nuovo dissesto per Orta di Atella. Chiederemo consulenza ai nostri commercialisti e legali se sia possibile uscire indenni da questa situazione. Il problema è ben più grande”. 
Il sindaco Villano ha poi commentato un altro tema “caldo” degli ultimi giorni. Durante la seduta del civico consesso dello scorso 5 agosto il consigliere Raffaele Elveri di Primavera Ortese non ha partecipato alla votazione sul riequilibrio di bilancio. Si è alzato e se ne è andato. Su Fb, facendo ridere anche i polli, ha poi chiarito che si sarebbe trattato di un’urgenza familiare, ma i sospetti si sono insinuati comunque. Ma il ridicolo chiarimento via social giustamente non soddisfa appieno Villano. “Ad inizio settembre – sottolinea il primo cittadino - chiederò che mi sia confermata la fiducia. Il bilancio è un atto politico fondamentale. Elveri si è giustificato e mi fa piacere. In ogni caso aprirò una verifica sulle effettive intenzioni di continuare insieme questo percorso politico. Alcuni giorni prima della votazione in consiglio c’era stata una riunione preconsiliare in cui né il suo gruppo né Elveri avevano manifestato alcuna perplessità. Per fare chiarezza sulla vicenda sarà necessario stilare un documento congiunto in cui i gruppi consiliari saranno chiamati a confermare la fiducia al sindaco”.

Valentina Piermalese


NOTA DEL DIRETTORE RESPONSABILE

Alcune considerazioni. E qualche facezia. Sul caso Consorzio Idrico Terra di Lavoro abbiamo svelato gli altarini. Ora tocca alla magistratura contabile, a quella amministrativa e a quella ordinaria rubricare o meno ipotesi di reato. Dell’intervista al sindaco Andrea Villano, egregiamente riportata dalla collega Valentina Piermalese, ci interessa in particolare il succo politico. Che, a nostro avviso, si interseca, con risvolti da far tremare i polsi, col piano finanziario dell’ente locale. E proprio quando il Comune potrebbe mettersi nei prossimi anni finalmente alle spalle il dissesto. Un lungo periodo di lacrime versate solo dai contribuenti tra gli sghignazzi degli evasori, e sangue trasfuso a cittadini coartati dalla finanza allegra e creativa di una classe dirigente disgustosa. Insomma, quando meno te l’aspetti Villano si lascia andare a dichiarazioni shock. Lo ringraziamo per lo scoop. Ma non siamo avvoltoi (a differenza di quello che pensa la vulgata popolare degli organi di informazione). Siamo anzi preoccupati per l’ennesima strage degli innocenti che potrebbe imbrattare di rosso ancora una volta le tasche dei cittadini, di quelli che pagano le tasse. Dal sindaco ortese ci saremmo attesi, in ossequio a De André, parole in direzione ostinata e contraria a quelle pronunciate. Magari frasi di circostanza del tipo: “Il Comune non ha un bel nulla da pagare al Consorzio Idrico, meno che mai ha intenzione di farlo”. Tutto, fuorché lasciare aperto l’uscio a ipotesi di pagamento o prestare il fianco a contenziosi che manderebbero in default anche l’ente locale finanziariamente più solido d’Italia. Figurarsi Orta di Atella. Ma tant’è. La first lady ha lasciato Cicciobello per troppo tempo al sole. E sono guai. Il sindaco straparla.

Per rinfrescare la testa a Villano passiamo alle freddure. Nel caso di specie dovremmo essere meno aulici e definirle stronzate. Ma oggi abbiamo disattivato la modalità turpiloquio. Quella che spesso scatta in automatico quando ci riversiamo sulla politica(?) ortese. Stavolta l’autocensura ci costa non poco. Sul tavolo caliamo un tris che indurrebbe in tentazione anche la persona adusa al linguaggio più morigerato del pianeta. Parliamo di Alfonso Di Giorgio “Quello buono per tutte le stagioni”, di Raffaele Elveri “L’Assetato” e di Francesco Ragozzino “Asso piglia tutto”. È l’8 agosto. Il terzetto è in posa (per la gioia degli appassionati di arte astratta) in una foto scattata, a quanto scrivono gli stessi protagonisti, in quel di Formia. Titolo della fotografia postata sui social: “Programmazioni Agostiniane by Formia”. Caspiterina, direbbe Marge Simpson. Noi in modalità “rutto libero” avremmo usato un'altra parola con le stesse iniziali. Che bella sorpresa. Di Giorgio, Elveri e Ragozzino che si ispirano a Sant’Agostino. Miracolo. Si sono convertiti. Delusione. Beh, in verità conoscendo i soggetti qualche dubbio era sorta subito. Niente conversione. Solo ciucciaggine. In che mese siamo? Agosto.

I tre esponenti di spicco della politica locale (non ridete troppo) intendevano dire “Programmazioni Agostane by Formia”. Del resto se per le sue Confessioni Sant’Agostino ha scritto 375 pagine (edizione Einaudi del 1975) per quelle del trio Di Giorgio-Elveri-Ragozzino si rischierebbe l’immediata deforestazione dell’Amazzonia. Servirebbero tonnellate di fogli di carta. Torniamo al memorabile scatto. Di Giorgio sembra la brutta copia di Tommy Lee Jones ne “Il Fuggitivo” di Andrew Davis. Mentre Elveri nasconde un disagio. Sembrerebbe che durante la cenetta Elveri abbia avuto un’altra urgenza. Non familiare. Ma fisiologica. Per tutta l’acqua che ha bevuto ha fatto la spola tra tavolo e toilette (bottiglia bene in vista!) al punto che il cameriere gli ha proposto un antidiuretico. Stimola invece la dismissione di detriti organici il nome del profilo Instagram di Francesco Ragozzino: “franck_selfmademan”. Tradotto: persona il cui successo sociale e professionale è dovuto esclusivamente alla sua forza di volontà e al suo spirito di sacrificio. Franck Ragozzino si è sicuramente fatto da sé. Al limite per intercessione di Sant’Agostino nel “farsi da sé” sarà stato aiutato da un Angelo custode a lui familiare. Ma selfmademan non se lo ricorda. L’ingratitudine umana è più grande della misericordia divina.

Mario De Michele

P.S. Quella di oggi è una brutta giornata per chi dirige questa testata e per l’intera redazione. Si tengono i funerali della nonna di Pasquale Ragozzino, avvocato e nostro prezioso giornalista pubblicista. A lui e alla sua famiglia va il nostro sincero cordoglio. Caro Pasquale, che la terra sia lieve per la tua amata nonna.






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