Una poltrona per due. Uno è Nando D’Ambrosio di Campania Libera. L’altro sarà tirato fuori dal cilindro del neo gruppo Primavera Ortese. Se la giocano Rocco Russo e Vincenzo Moccia. In offside almeno per ora, il terzo componente del team Raffaele Elveri. Molto probabilmente alla fine la spunterà Russo. Nella coalizione guidata dal sindaco Andrea Villano si è aperto il confronto sulla scelta del candidato della maggioranza alle elezioni provinciali di Caserta in programma il prossimo autunno. Non è in gioco la presidenza. Giorgio Magliocca ha un altro annetto e mezzo di vita. La posta è comunque alta perché al netto della composizione del nuovo consiglio la disputa è più che altro di natura politica. L’orizzonte delle regionali si intravede chiaramente. E proprio in vista della competizione dell’anno prossimo l’intreccio tra le due campagne elettorali è inevitabile. L’incrocio presenta rischi.

Come già avvenuto in passato il pericolo corre su un doppio binario: politico e amministrativo. Alle ultime provinciali vinte da Magliocca, che fece un capolavoro, non mancarono le ripercussioni su molte amministrazioni locali. In primis quella della città capoluogo. La clamorosa sconfitta del sindaco di Caserta Carlo Marino minò fortemente la maggioranza. Per poco lo scossone delle provinciali non travolse la coalizione di centrosinistra. In quel di Orta di Atella il primo cittadino Villano è ben consapevole che le provinciali si possono trasformare in una buccia di banana scivolosa. A causa dell’obbrobrio normativo di Renzi non votano i cittadini. I consiglieri provinciali li eleggono i componenti delle assemblee comunali. E proprio per evitare vendette intestine il sindaco ortese non sta entrando a gamba tesa nella discussione sul nome del candidato. Ha indossato gli abiti del padre di famiglia. Non vuole e non può trattare alcuni dei suoi boys e delle sue girls come figli e altri come figliastri. Il nucleo familiare si disgregherebbe. Per ora Villano resta alla finestra.

La palla è nelle mani dei consiglieri. Se poi non si trovasse un comune accordo sul prescelto spetterà al sindaco tirare le somme e indicare la strada giusta per evitare che l’auto finisca nel burrone di una crisi politica dall'esito incerto. Anche un bambino comprende che non è indifferente su chi punterà l’amministrazione di Orta di Atella. Il presidente del consiglio D’Ambrosio è un esponente di spicco di Campania Libera. Quindi sposterebbe l’ago della bilancia dal lato di Luigi Bosco e della lista provinciale dei moderati sostenuta anche da Giovanni Zannini. Stesso discorso per un eventuale candidato pescato da Primavera Ortese. Russo orbita nell’area salviniana e del centrodestra più in generale. Moccia è più vicino al centrosinistra. Eduardo Indaco lo sta traghettando sulla sponda Pd.

E tanto per non cambiare è proprio all’interno dei dem casertani che si consumerà l’ennesima lotta all’ultimo sangue. Due gli eserciti in campo. Due i generali: i consiglieri regionali Stefano Graziano e Gennaro Oliviero. Villano non lo ammetterà nemmeno sotto tortura ma la sua vicinanza a Graziano per il tramite di Marcello De Rosa, sindaco di Casapesenna, è ormai nota. Chiaro anche il disegno prospettico in chiave regionali. Nell’area atellana Villano lavorerà per costruire un progetto per favorire la rielezione di Graziano. Nella zona orbitante attorno a Casapesenna De Rosa farà lo stesso. Insomma l’obiettivo è creare una filiera definibile pro-Graziano più che pro-Pd perché il sindaco di Orta di Atella non vuole (né sarebbe nelle condizioni di farlo) riempire soltanto con i colori dem la tavolozza della maggioranza.

Allo stato attuale è impossibile tratteggiare con precisione il quadro che ne uscirà. Raffigurerà le rasserenanti Ninfee di Monet? La Guernica di Picasso? O il Davide con la testa di Golia di Caravaggio? Il sindaco Villano spera ovviamente che ad opera completata il capo mozzato non sia il suo.

Mario De Michele

 

 





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