Bingo! Ancora una volta Campania Notizie ha fatto centro. Dieci punti. Nessuno si illuda. Abbiamo ancora tante frecce al nostro arco. E quando le scoccheremo tutte il bersaglio sarà come uno scolapasta. Nel frattempo ci rallegriamo per il primo colpo grosso. Ci risulta che Salvatore Compagnone in fretta e furia abbia fatto sparire tutto il mobilio dalla sua abitazione in via De Gasperi a Sant’Arpino. L’appartamento è adibito da decenni a studio legale. Noi abbiamo denunciato a mezzo stampa due gravi irregolarità. La prima: da funzionario comunale (responsabile degli affari legali, sic!) non può esercitare la professione di avvocato. Ovviamente non ci sono atti firmati. Mica è scemo. Però lo inchiodano decine di suoi clienti. Ci hanno già fornito la disponibilità a confermare la fondatezza della nostra inchiesta. La seconda: per la casa in via De Gasperi Compagnone ha pagato per quasi un ventennio le tasse come civile abitazione. Gli toccava pagare quasi il doppio. L’immobile è utilizzato come studio legale. Tutti sanno che è quello il vero uso dell’appartamento, inclusi il sindaco Giuseppe Dell’Aversana e molti amministratori comunali.

Ovviamente il primo a saperlo è l’avvocato “abusivo” Compagnone. Non a caso dopo le prime puntate dell’inchiesta di Campania Notizie ha provveduto a far svuotare l’abitazione. È stato uno “sfratto” effettuato in orari non sospetti. Quasi notturno. Come mai è scattata l’operazione pulizia? Presumiamo che si tratti di un goffo e ridicolo tentativo di occultare le prove. I tanti clienti dello studio testimonieranno che fino a pochi giorni fa la casa era ammobiliata come ufficio. Niente cucina. Zero camere da letto. Ora non c’è più nulla. Compagnone ha fatto sparire tutto. Altro che Houdini. Ci spiace per il funzionario comunale. Non si salverà. Certo, quando i vigili urbani si degneranno di effettuare un sopralluogo non troveranno le scrivanie e le sedie da studio legale. Ma non troveranno nemmeno i letti. E qui casca l’asino. Senza alcun riferimento a Compagnone. È un modo di dire. La struttura è già operativa quando nel 2003 Compagnone trasferisce la sua residenza da via Montale (dove viveva e vive tutt’oggi con la famiglia) in via De Gasperi. Nel 2012 anche i tre figli diventano residenti della strada che conduce al centro della città. Solo la moglie resta in via Montale. Perché avviene il cambio di residenza? Come già detto per risparmiare sulle tasse.

Ora il punto è un altro. Facciamo i finti tonti (come Dell’Aversana e company) e fingiamo di credere a Cappuccetto Rosso e alla storiella che Compagnone e i suoi figli risiedano e vivano nella casa di via De Gasperi. Bene. Dove dormono padre e figli? Sul pavimento? Nooo. Essendo un supereroe Salvatore Compagnone dorme attaccato al lampadario come Spider-Man. Più sfortunati i figli. Ogni mattina si alzano con le ossa rotte.

Mario De Michele

(continua...)

 





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