Siamo su Scherzi a parte o Giuseppe Dell’Aversana ha preso un colpo di sole. Nel primo caso non c’è nulla da ridere. La seconda ipotesi impone un’immediata secchiata di acqua gelata per far tornare in sé il sindaco di Sant’Arpino. Per la miliardesima volta il primo cittadino “piange miseria” per la mancanza di fondi comunali. Un atteggiamento divenuto col passare degli anni inammissibile. Tragicomico. Nell’ultimo suo intervento pubblico sull’organo di stampa ufficiale dell’amministrazione comunale il sindaco ancor una volta tira le somme. Sarà per deformazione professionale (insegna matematica), sarà per arrampicarsi sugli specchi, sarà per riaprire la stagione alla caccia degli alibi, fatto sta che la sua tanto sbandierata lotta all’evasione non ha sortito quasi nulla. Casse in rosso. E chiacchiere a volontà. Quello che lascia di stucco delle esternazioni di Dell’Aversana è che parla come se non fosse il primo cittadino ma uno di passaggio. "Non possiamo raccogliere i rifiuti, asfaltare le strade, sistemare la rete idrica, riparare le scuole se la metà dei cittadini non paga i tributi comunali. In queste condizioni non riusciamo a pagare ditte, fornitori, professionisti, operai che aspettano da mesi".

E quindi chi dovrebbe risolvere i guai finanziari dell’ente? Da che mondo è mondo dei problemi si dovrebbero fare carico gli amministratori locali. O no? Forse Dell’Aversana vive in un mondo tutto suo. Ma se non vuole che il Comune vada a rotoli deve uscire da quella che i sociologi chiamano bolla cognitiva. “L'ufficio ragioneria del comune – rimarca il sindaco turista - ha verificato che per la Tari dell'anno 2017 a fronte di una previsione di 1.950.000 euro sono entrati nelle casse comunali meno di 1.000.000 di euro. Per l'anno 2018, il comune ha previsto dal ruolo rifiuti un incasso di 1.952.000 euro ed invece risultano incassati 931.000 euro. Quasi 200 mila euro mancano per l'Imu e la Tasi degli ultimi due anni. Per l'acqua l'evasione è altissima. Per l'anno 2017 dal ruolo idrico di 894.120 euro sono entrati in cassa 513.125 euro”. Un deficit che sicuramente anche per l’allegra (per non dire altro) gestione di Eugenio Di Santo ha mandato in default l’ente. Ma dopo più di tre anni e mezzo di amministrazione non regge più lo scaricabarile sulle passate consiliature. E soprattutto infastidiscono l’udito e generano diverticoli intestinali gli ennesimi proclami che annunciano una serrata lotta all’evasione.

Stavolta dobbiamo dare atto che qualcosa si è mosso. È insopportabile però che il sindaco faccia demagogia sullo slogan “Pagare tutti per pagare meno”. Siamo d’accordo. Chi non lo sarebbe? E allora va bene inviare 1200 avvisi per l'Imu 2014 a coloro che non avevano pagato. Ben 1056 avvisi di accertamento Imu 2015 per un totale di 392.174 euro. Sono contribuenti che non hanno pagato Imu per la seconda casa. Sono stati inviati 1569 avvisi ad utenti che non avevano pagato la Tari nel 2015 per oltre 720.000 euro di mancate entrate. Per la Tari dell'anno 2016 sono stati inviati 1100 avvisi a contribuenti morosi per 541.606 euro. A breve partiranno avvisi per la Tari 2017. Per la Tasi 2015 sono 1900 gli avvisi inviati per recuperare 201mila euro. Il comune ora sta valutando il recupero mediante pignoramento dai conti correnti. Tutto buono e giusto. Se non fosse che tra gli evasori Dell’Aversana non si sia accorto che figurano anche nomi illustri. Ci riferiamo a quello famosissimo di Salvatore Compagnone. Il funzionario comunale svolge, peraltro abusivamente, la professione di avvocato nello studio legale di via De Gasperi. Nel 2003 trasferisce la sua residenza da via Montale (dove viveva e vive tutt’oggi con la famiglia) in via De Gasperi. Nel 2012 anche i tre figli diventano residenti della strada che conduce al centro della città. Il cambio di residenza avviene per risparmiare sulle tasse. Paga le imposte come abitazione pur essendo sprovvista di camera da letto e cucina.

Mica a Compagnone verrà in mente di piazzare proforma un letto e una cucina per mettere una pezza a colori? Si coprirebbe di ridicolo. E peggiorerebbe la sua posizione. Centinaia di persone possono testimoniare che l'appartamento è utilizzato come ufficio. In soldoni ha evaso circa 15mila euro di tasse. Orbene, direbbe un avvocato, come mai il sindaco Dell’Aversana non ha detto una sola parola sulla denuncia pubblicata da Campania Notizie? Parafrasando lo slogan che lui stesso ripete come una litania il sindaco dovrebbe dire: “Pagare tutti, meno che Salvatore Compagnone”.

Mario De Michele

 

 





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