Una montagna di reati. Illegittimità a raffica. Sprezzo del decoro. Quando si tratta di tutelare i propri interessi per Salvatore Compagnone non ci sono regole che tengano. Nell’inchiesta di Campania Notizie sul funzionario del Comune di Sant’Arpino spuntano come funghi atti illeciti e comportamenti molto discutibili anche sul piano della morale o per così dire del buongusto. Dopo aver rivelato che il potente dipendente comunale svolge a nero anche la professione di avvocato abbiamo scoperto un’altra violazione riguardante proprio il suo redditizio mestiere parallelo. Lo studio legale si trova in via De Gasperi. Ci ha lavorato e ci lavora Compagnone. Sulla targhetta del citofono (nella foto in basso) c’è il suo nome e quello dell’avvocato Andrea Lampitelli, il quale ha fatto tandem con il funzionario fino al 2016. Com’è ovvio non esistono consulenze legali a firma di Compagnone. Ma è lunghissima la fila di testimoni attendibili e ci sono prove documentali che attestano come di fatto il funzionario comunale svolga da anni la professione di avvocato con ingenti profitti.

Ripiombiamo sullo studio legale “abusivo”. La struttura è già operativa quando nel 2003 Compagnone trasferisce la sua residenza da via Montale (dove viveva e vive tutt’oggi con la famiglia) in via De Gasperi. Nel 2012 anche i tre figli diventano residenti della strada che conduce al centro della città. Solo la moglie resta in via Montale. Perché avviene il cambio di residenza? Per risparmiare sulle tasse. Paga le imposte come abitazione, pur essendo sprovvista di camera da letto e cucina, mentre l’appartamento è per uso ufficio. Risultato? Ogni anno versa meno della metà di quanto dovuto. Non è vero che la casa è destinata ad un ufficio legale? Esibiremo in ogni sede tanto di contratto. Per gli anni andati c’è poco da fare. È scattata la prescrizione. Il Comune però può riscuotere le tasse per gli ultimi 5 anni. Un risparmio complessivo di circa 15mila euro.

Evadere è già di per sé grave. Che lo faccia il responsabile degli affari legali del Comune è inaccettabile. E indecente. C’è poi l’aggravante del dissesto finanziario. E qui dobbiamo chiamare in causa il sindaco Giuseppe Dell’Aversana. Fin dal suo insediamento il primo cittadino ha posto l’accento sul buco economico ereditato dal predecessore Eugenio Di Santo. Un giorno sì e l’altro pure pubblica post su Fb per denunciare il fenomeno dell’evasione tributaria. Lancia appelli ai contribuenti. Per recuperare soldi l’amministrazione comunale ha avviato già da tempo uno screen dei cittadini sconosciuti al Fisco. Qualcuno è già stato beccato. Egregio signor sindaco quando toccherà a Salvatore Compagnone? Tutto l’universo mondo sa che in via De Gasperi è operativo uno studio legale, quindi l’appartamento è utilizzato come ufficio. Gli unici a non saperlo sono il sindaco, gli amministratori locali, i vigili urbani e gli uffici comunali preposti? Peraltro ci risulta che in più di un’occasione Dell’Aversana in persona si è recato presso lo studio così come molti altri amministratori in carica e esponenti politici di spicco di maggioranza.

Li chiameremo a testimoniare. E la polizia municipale dov’è? Il comandante Lucio Falace non vede e non sente. Incredibile. A questo punto riponiamo fiducia nel segretario comunale Mariarosaria Lanzaro in servizio da metà giugno. Attendiamo celeri ed efficaci provvedimenti anche in qualità di responsabile anticorruzione. Ci appelliamo inoltre, anche se siamo pessimisti, ai componenti della Commissione Trasparenza composta dal presidente Imma Quattromani, dagli assessori Salvatore Lettera e Loredana Di Monte e dai consiglieri Speranza Belardo e Gennaro Capasso. Quattromani dorme. Di Monte è fedelissima del sindaco. Lettera pensa solo a mangiare, sembra un maialino nero dell’alto casertano. Su Belardo non abbiamo Speranza. Capasso è una persona perbene. L’auspicio è che altri amministratori come lui e il segretario Lanzaro, dirigente integerrimo e competente, pongano fine alla lunga sequela di irregolarità con protagonista Compagnone. Nell’interesse dei cittadini. Nel nome della legalità.

Mario De Michele





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