Una vera e propria bufera ha investito il Comune di Sant’Antimo, dove in mattinata si è insediata la commissione d’accesso agli atti. Per i prossimi sei mesi i delegati della Prefettura avranno il compito di passare al setaccio uffici, documenti, delibere e quant’altro possa servire per capire se le infiltrazioni della criminalità nell’Ente siano presunte o concrete. Certo è che la 'visita' degli ispettori prefettizi era nell'aria da tempo, mesi, a causa di vari episodi accaduti negli ultimi anni ai danni di esponenti politici e dipendenti del Comune, come ad esempio l'auto data alle fiamme del consigliere comunale Francesco Di Lorenzo. O come la bomba fatta esplodere fuori all'abitazione, distruggendo parte dell'ingresso, della consigliera Ferriero. O come ancora il ritrovamento di proiettili nella buca delle poste del responsabile per le politiche del territorio, Claudio Valentino. Atti questi che hanno fatto alzare il livello dell’attenzione da parte degli organi inquirenti e portato inevitabilmente l'insediamento della commissione. Una guerra infinita tra clan camorristici Ranucci, Puca e Verde per il controllo del territorio Sant’Antimo sembra una polveriera. Le bombe esplose con particolare frequenza nel 2017 e nel 2018, hanno danneggiato non solo esercizi commerciali ma anche i condomini dove risiedono esponenti della vita pubblica locale. Non solo: diversi gli episodi in cui si sono verificati raid armati agli indirizzi anche di dipendenti comunali. Lo scorso 20 novembre, in via Dante Alighieri, furono addirittura due gli ordigni piazzati.

Uno danneggiò la saracinesca di un esercizio commerciale della zona, mentre l’altro venne fatto brillare dagli artificieri. Il 25 ottobre a prendere fuoco su il bar Imperial di via Giuseppe Di Vittorio e corso Unione Sovietica, già danneggiato nel 2017 in un raid simile, mentre pochi giorni prima diversi colpi di pistola si conficcarono nella carrozzeria di una Panda sulla quale viaggiavano due persone. Come già detto a metà luglio del 2018 una busta con proiettili furono recapitati al dirigente del settore Urbanistica del Comune Claudio Valentino. Altra notte di terrore quella del 13 febbraio 2018, quando i varchi d’ingresso del supermercato Decò andarono completamente in frantumi dopo che il piazzamento di una bomba. Facendo un balzo all’indietro, nel novembre del 2017 venne distrutta la palestra Step Up di via Plutone. Ad ottobre 2017 un episodio inquietante: colpi di pistola agli indirizzi dell’auto di un dipendente comunale, allora dirigente del Settore Urbanistica, Santo Maisto. Nella primavera dell’anno scorso, tra i più significativi vi fu, il 7 maggio, i colpi di pistola, 3 in tutto, esplosi verso uno studio fotografico di via Nicola Romeo. Il 1 maggio un ordigno danneggiò una macelleria in via Trieste e Trento mentre il 12 aprile in via Giuseppe Garibaldi venne danneggiato il negozio di detersivi e prodotti casalinghi “L’Angolo di Luisa’’ gestito dalla moglie del latitante Filippo Ronga, ritenuto vicino al clan Ranucci. Tra la fine del 2018 e l'inizio di quest'anno nei mirino sono finiti anche consiglieri comunali ed esponenti politici di spicco. Insomma, Sant'Antimo è diventata un campo di battaglia. L'arrivo della commissione d'accesso era un atto quasi scontato. Dovuto.

 

 

 

 

Una vera e propria bufera ha investito il Comune di Sant’Antimo, dove in mattinata si è insediata la commissione d’accesso agli atti. Per i prossimi sei mesi i delegati della Prefettura avranno il compito di passare al setaccio uffici, documenti, delibere e quant’altro possa servire per capire se le infiltrazioni della criminalità nell’Ente siano presunte o concrete. Certo è che negli ultimi anni si sono verificati vari attentati e minacce subiti da esponenti politici e dipendenti del Comune, atti che hanno fatto alzare il livello dell’attenzione da parte degli organi inquirenti. Di particolare rilievo è il ritrovamento di proiettili nella buca della posta del responsabile per le politiche del territorio, Claudio Valentino. Una guerra infinita tra clan camorristici Ranucci, Puca e Verde per il controllo del territorio Sant’Antimo sembra una polveriera. Le bombe esplose con particolare frequenza nel 2017 e nel 2018, hanno danneggiato non solo esercizi commerciali ma anche i condomini dove risiedono esponenti della vita pubblica locale. Non solo: diversi gli episodi in cui si sono verificati raid armati agli indirizzi anche di dipendenti comunali. Lo scorso 20 novembre, in via Dante Alighieri, furono addirittura due gli ordigni piazzati. Uno danneggiò la saracinesca di un esercizio commerciale della zona, mentre l’altro venne fatto brillare dagli artificieri. Il 25 ottobre a prendere fuoco su il bar Imperial di via Giuseppe Di Vittorio e corso Unione Sovietica, già danneggiato nel 2017 in un raid simile, mentre pochi giorni prima diversi colpi di pistola si conficcarono nella carrozzeria di una Panda sulla quale viaggiavano due persone. Come già detto a metà luglio del 2018 una busta con proiettili furono recapitati al dirigente del settore Urbanistica del Comune Claudio Valentino. Altra notte di terrore quella del 13 febbraio 2018, quando i varchi d’ingresso del supermercato Decò andarono completamente in frantumi dopo che il piazzamento di una bomba. Facendo un balzo all’indietro, nel novembre del 2017 venne distrutta la palestra Step Up di via Plutone. Ad ottobre 2017 un episodio inquietante: colpi di pistola agli indirizzi dell’auto di un dipendente comunale, allora dirigente del Settore Urbanistica, Santo Maisto. Nella primavera dell’anno scorso, tra i più significativi vi fu, il 7 maggio, i colpi di pistola, 3 in tutto, esplosi verso uno studio fotografico di via Nicola Romeo. Il 1 maggio un ordigno danneggiò una macelleria in via Trieste e Trento mentre il 12 aprile in via Giuseppe Garibaldi venne danneggiato il negozio di detersivi e prodotti casalinghi “L’Angolo di Luisa’’ gestito dalla moglie del latitante Filippo Ronga, ritenuto vicino al clan Ranucci. Tra la fine del 2018 e l'inizio di quest'anno nei mirino sono finiti anche consiglieri comunali ed esponenti politici di spicco. Insomma, Sant'Antimo è diventata una polveriera. L'arrivo della commissione d'accesso era un atto quasi scontato. Dovuto.




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