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Ci sono errori ed errori. Quelli in buonafede. E quelli in malafede. Tra le due tipologie c’è un abisso. A partire dal fatto che chi sbaglia senza “cattiveria” è subito pronto ad ammettere di aver commesso un passo falso. Anzi, non vede l’ora di fare chiarezza per cestinare ogni dubbio. La precisazione di Marcello De Rosa sul caso rom sollevato da Campania Notizie (leggi l’articolo) è la prova provata della sua buonafede. Ed è anche sintomo di intelligenza. Solo gli stupidi sono convinti di aver sempre ragione. A stretto giro dalla pubblicazione del nostro pezzo lo stesso candidato sindaco uscente di Casapesenna ha pubblicato sulla sua pagina Fb una nota ufficiale del Comune. Una comunicazione che spazza via l’alone di razzismo che ammantava il precedente post finito nel mirino della nostra testata.

“Invitiamo la cittadinanza – si legge nella nota - a rimanere in stretto contatto con le forze dell’ordine per segnalare eventuali anomalie che si potrebbero verificare dopo lo smantellamento del campo rom di Giugliano. Come amministrazione abbiamo recepito e divulgato alla nostra comunità l’informativa che abbiamo ricevuto. L’inclusione e la solidarietà sono valori imprescindibili per la nostra amministrazione e su questi abbiamo costruito la nostra azione di governo. Allo stesso tempo la sicurezza e la prevenzione rappresentano delle priorità assolute, anche perché solo gli abitanti di Casapesenna sanno quanto abbiamo faticato per contrastare l’illegalità nel nostro Paese. La nostra comunità – si conclude il post - ha certamente compreso lo spirito di comunicazione e saprà utilizzarla nella maniera più corretta senza allarmismi e discriminazioni”.

Parole ferme e chiare. Nulla da dire. Discorso chiuso sul nascere. Errare è umano, perseverare è diabolico. Marcello De Rosa ha dimostrato con i fatti che si è trattato di un deficit di comunicazione. Ci sta. Soprattutto quando si è presi dalla campagna elettorale. Del resto, per dirla con il premio Nobel Frank Wikzek, “se non fai errori, stai lavorando su problemi che non sono abbastanza difficili. E questo è un grosso errore”.

Mario De Michele

 

 





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