La “schiavitù” da Facebook è ormai da anni oggetto di attenzione soprattutto in ambito antropologico, sociologico e psichiatrico. Gli studiosi la definiscono Facebook-addiction, cioè dipendenza da Fb. Nel campo della psichiatria si tende a distinguere tre tipologie di sintomi: assuefazione connessa alla necessità di stare collegati sempre di più, astinenza che provoca intenso disagio psico-fisico e infine sintomi di craving con l’aumentare di forti impulsi a come e quando connettersi. A Sant’Arpino abbiamo scoperto quello che potrebbe diventare un altro fenomeno oggetto di studi. Campania Notizie ha scovato un caso di Facebook-dipendente... comunale.

Il soggetto affetto da una forma di “assuefazione social” è Salvatore Compagnone (nelle foto a sinistra). Famoso o famigerato, a seconda dei punti di vista, funzionario dell’ente locale. Se Salvatore Brasiello è l’eminenza grigia della politica locale, l’avvocato Compagnone è l’eminenza nera della macchina amministrativa. Sempre nell’ombra. Ma sempre molto influente. Un pezzo grosso capace di condizionare anche amministrazioni capeggiate da sindaci coriacei come Giuseppe Dell’Aversana o da barracuda come Eugenio Di Santo.

Non sapevano però che oltre a possedere un’innata capacità di tutelare i propri interessi e taumaturgiche doti di accumulare ricchezza (immobili milionari e multiproprietà) Salvatore Compagnone fosse affetto da Facebook-addiction. Anzi, come già detto, ci siamo accorti che è Facebook-dipendente... comunale. Nella mattinata di ieri (31 gennaio) durante l’orario di lavoro ha trascorso un bel po’ di tempo a battibeccare su Fb con un cittadino di Sant’Arpino. Abbiamo prove inconfutabili. E testimoni. Dando un’occhiata al gruppo Osservatorio Politico Santarpinese abbiamo notato, con grande stupore, che Compagnone ieri dalle 11.19 in poi ha intrapreso una guerra a colpi di post con Raffaele Catalano. Come ne siamo certi? Alle ore 15.19 abbiamo aperto la pagina del mattino.it che riportava data e ora e l’abbiamo confrontata nello stesso istante con la pagina del gruppo Fb locale. I commenti del funzionario comunale risalivano a 4 ore prima. Scalando 4 ore a partire dalle 15.19 si arriva alle 11.19. In pieno orario di lavoro (foto alla fine dell’articolo).

Non si illuda chi vorrebbe smentire la notizia e accusarci di aver fatto un fotomontaggio. Nello stesso orario in cui abbiamo creato il file per confrontare ora e data riportate dal mattino.it e quelle dei post di Compagnone su Osservatorio Politico Santarpinese abbiamo anche inviato una Pec con tanto di consegna e relative ore e data. Non contenti abbiamo fotografato le due pagine. Quindi l’ora e la data si evince facilmente anche dal nostro Iphone. Siamo dunque sicuri al mille per mille che Compagnone ieri durante il lavoro si è dilettato con Facebook. È un social-dipendente. Come se non bastasse nella conversazione a mezzo Fb con Raffaele Catalano il funzionario comunale usa toni tutt’altro che garbati e civili. Riteniamo quanto meno inopportuno, se non deplorevole, che un dipendente del Comune, pagato dai contribuenti, si scontri in un modo così malcostumato con un cittadino. Ma questo appartiene alla sfera dell’educazione.

Il fatto grave è che per legge e per contratto un lavoratore pubblico non può perdere tempo sui social network durante l’orario di lavoro. È assolutamente vietato. Chi viola la normativa è soggetto a censura scritta da parte del capo del personale, che in questo caso è Teresa De Rosa, segretario generale del Comune. Non si tratta di una misura facoltativa o discrezionale. Il segretario generale è tenuta ad applicare i provvedimenti disciplinari previsti dalla legge. Non dubitiamo che la dottoressa De Rosa farà il suo dovere e punirà come merita Compagnone. Se non dovesse farlo commetterebbe una grave e ingiustificata omissione.

Le prove (documentali e testimoniali) a carico del dipendente comunale sono così schiaccianti che sarebbe superfluo aprire un’indagine interna prima di procedere all'adozione di una misura disciplinare. Ripetiamo, convinti di non essere smentiti, che in ossequio alla normativa la De Rosa metterà in pratica tutti gli atti dovuti. Anche perché, spulciando sul profilo Facebook di Compagnone, abbiamo notato una sua foto in costume in cui si atteggia a Mitch Buchannon, protagonista maschile di Baywatch. Per carità, nulla di male. Ma un provvedimento disciplinare diventa ancora più urgente.

Non vorremmo che con l’arrivo delle belle giornate Compagnone tra un post e l’altro vada pure a farsi un tuffo al mare. Magari in qualche multiproprietà. Nell'eventualità gli consigliamo Casa Vuotto a Capri. In via Tragara, a due passi dalla piazzetta.

Mario De Michele

 





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