Un detenuto del carcere di Poggioreale di Napoli ha ingoiato il telefonino che era riuscito per motivi ancora tutti da chiarire (c’è una doppia indagine in corso) a introdurre in cella. Poi, accortosi che stava per scattare una perquisizione da parte degli agenti della Penitenziaria, è riuscito incredibilmente a ingoiare l’apparecchio. Per quanto fosse di piccole dimensioni, il telefonino è finito nello stomaco, e dopo qualche ora l’uomo - un 40enne napoletano, detenuto comune del quale non sono state rese le generalità - ha cominciato a sentirsi male. I malori, col passare dei giorni, sono ovviamente aumentati. Vomito, diarrea, dolori addominali: ma lui continuava a stare zitto, pur di non ammettere di essere entrato in possesso di un oggetto assolutamente vietato a chi è detenuto in carcere. A quel punto i responsabili di Poggioreale hanno disposto il suo trasferimento nell’infermeria dell’istituto. Qui l’uomo è rimasto per quasi un mese. Incredibilmente, e nonostante le condizioni continuassero a peggiorare, è sopravvissuto allo scioglimento delle batterie al litio e al rilascio di altre componenti chimiche nocive.

Solo dieci giorni fa - dopo l’ennesimo collasso - si è deciso il trasferimento all’Ospedale del Mare, dove è emerso l’incredibile retroscena. Per quanto inedito, l’episodio conferma come alcuni detenuti riescano a entrare in possesso di oggetti vietati dai regolamenti carcerari. E, purtroppo, oltre ai telefonini a Poggioreale entra anche la droga, nonostante i controlli rigorosi dei pacchi e durante i colloqui con i familiari: nelle ultime settimane le ispezioni degli agenti della Polizia penitenziaria hanno portato al sequestro di circa un chilo di hashish. Incredibile (ma vero) anche un altro caso scoperto qualche settimana fa, sempre a Poggioreale: i controlli hanno consentito di scoprire un altro telefonino nascosto all’interno di un polpettone spedito dalla moglie ad un detenuto. Ed è sempre a causa di un telefonino che - ancora una volta a Poggioreale - un detenuto ha aggredito alcuni agenti della Penitenziaria. A denunciare l’episodio è Emilio Fattorello, segretario campano del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Solo l’intervento di rinforzi ha evitato il peggio. Il recluso ha sfasciato le suppellettili e l’impianto idraulico della cella, prima di essere bloccato.

 

 





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