Grossi guai in vista per il Comune e per i cittadini di Orta di Atella. Per sfortuna delle famiglie, si sta occupando Peppe Roseto (nullafacente dal punto di vista amministrativo) dell’aumento del ticket per la mensa scolastica. Le tariffe sono raddoppiate. Ad onor del vero va detto che la colpa è dell’allora commissario prefettizio che nell’autunno 2017 deliberò l’incremento del pagamento da 30 euro mensili per alunno a 60 euro. Provvedimento entrato in vigore dal primo gennaio di quest’anno. In precedenza il costo mensile era ripartito al 50% tra Comune e utenti. In sostanza un blocchetto per un mese costava ai genitori 30 euro (1,50 euro al giorno). Ora dovrebbero sborsare 60 euro.

Un aumento che di questi tempi creerebbe non pochi disagi soprattutto alle famiglie meno abbienti. Per protestare contro i costi raddoppiati stamattina decine di mamme hanno preso d’assalto il municipio per chiedere spiegazione e soprattutto che l’amministrazione corra ai ripari. Ed è qui che è intervenuto lui. Il mitico Roseto “Poltrone e Sofà”. Che con tono perentorio ha assicurato che il ticket non sarà aumentato. Resterà invariato (ascolta l’audio esclusivo). Il vicesindaco ha promesso che i cittadini non cacceranno un euro in più rispetto al passato. Un impegno solenne. Da mantenere assolutamente. In caso contrario ha preso in giro decine di genitori. A quel punto dovrebbe dimettersi seduta stante. Ipotesi molto probabile. Come fa Roseto a garantire che il ticket resterà invariato se il sindaco Villano e l’intera maggioranza hanno annunciato ai quattro venti che sarà introdotto il pagamento in base al reddito con la presentazione delle Isee? È intrinseco che con una tariffa progressiva il costo del blocchetto non potrà più essere uguale per tutti. Quindi non potrà restare invariato.

Peraltro su quale capitolo di bilancio sono state apposte le somme per coprire i costi? Sarà approvato qualche altro provvedimento illegittimo? Speriamo di no. Roseto ha quindi detto una mastodontica bugia finalizzata soltanto a sedare gli animi. E a prendere per i fondelli le mamme. Caro vicesindaco prepari già la lettera di dimissioni. I disagi per le famiglie e gli studenti ortesi non finiscono qui. Stamattina al plesso “Don Milani” i ragazzini hanno seguito le lezioni imbacuccati perché i termosifoni erano spenti. Il ridanciano consigliere Antonio Arena, re dei selfie, non si è accorto che il 7 gennaio riprendevano le lezioni? E la delegata alla Pubblica istruzione Katia Sorvillo di quali scuole si è occupata? Di quelle sulla Luna? Non sappiamo se ridere o piangere. L’incapacità amministrativa di alcuni amministratori locali provoca disprezzo e disgusto. Ma anche compassione. Poveretti.

Mario De Michele

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