Quel che è troppo è troppo. E sarebbe ora, meglio tardi che mai, che il sindaco Andrea Villano inizi a scrivere almeno una parola del nuovo “libro amministrativo” di cui in campagna elettorale si è riempito la bocca. Finora quella promessa è rimasta lettera morta. Anzi a quattro mesi dalla sua elezione si è ritorta contro perché la sua maggioranza di “nuovo” rispetto al passato non ha proposto un bel nulla. Il primo cittadino ha il dovere morale e amministrativo di chiarire una volta per tutte il ruolo extra-politico svolto da Nicola Iovinella. “Un saluto, un sorriso” è il portavoce cittadino di Campania Libera (ancora per poco). Ma il suo unico obiettivo sembra essere capitalizzare al massimo la sua posizione politica per trarne vantaggi sul piano lavorativo. Un’altra conferma inconfutabile arriva dal “caso” di cui tratteremo nelle prossime righe dopo una doverosa riflessione storico-amministrativa. È ormai pleonastico porre in evidenza che le vecchie logiche dell’ultimo ventennio sono tornate prepotentemente alla ribalta con l’avvento di Villano e soci. Anche un lattante comprenderebbe che la maggioranza è ostaggio dei seguaci “pentiti” di Angelo Brancaccio. L’agenda politica è totalmente dettata da gente come Salvatore Del Prete “Magó”, suo tuttofare durante gli anni del cemento, Nando D’Ambrosio “Colombina”, braccio armato dell’ex sindaco sotto la gestione di Peppe Mozzillo, e Raffaele Elveri “L’Assetato”.

Gli altri membri del civico consesso sono solo patetici figuranti. Grottesche comparse “fiere” di atteggiarsi a consiglieri comunali. Un segno indelebile della morte della politica e della dignità personale. I giovanotti “muti” e assenzienti e le signorinelle tutta apparenza e zero sostanza hanno svolto finora un ruolo istituzionale del tutto ierrilevante. Esistono soltanto virtualmente. Grazie a selfie nauseanti e post indigeribili. La quasi totalità dei cittadini ortesi non sa nemmeno che Vincenzo Moccia, Anna Castelli e Katia Sorvillo fanno parte dell’amministrazione. Sono corpi estranei che vivono in mondo tutto loro. Sicuramente distanti anni luce dalla realtà locale. Rocco Russo insegna a Milano. Pasquale Lamberti resta un ragazzo serio e di principio ma non ha mai alzato la voce per imprimere una svolta a una squadra di governo che invece di risolvere gli annosi problemi della città è esclusivamente impegnata a tutelare interessi personali e di bottega. Non sarebbe corretto scaricare esclusivamente su sindaco, assessori e consiglieri la responsabilità del disastro amministrativo. Quelle voci critiche che a chiacchiere hanno preannunciato un ruolo di controllo e garanzia sono nei fatti pienamente omologate e organiche a Villano e company. Gli autoproclamatosi baluardi della legalità Pasquale Ragozzino di Coraggio e Eduardo Indaco di Noi Ortesi si sono docilmente allineati alle decisioni imposte da Villano, Del Prete, D’Ambrosio e Elveri. Cari Ragozzino e Indaco le rimostranze politiche si portano sui tavoli istituzionali non sui tavolini dei bar o sui marciapiedi. State celebrando il funerale della politica. Come presunti leader di liste e movimenti siete in avanzato stato dio decomposizione.

Eccoci all’immarcescibile geometra Iovinella. Un personaggio mitologico. Un dinosauro dell’impero Brancaccio. Un reperto archeologico perennemente esposto durante il boom edilizio. Il più in vista assieme a Nicola Arena nel rilascio di permessi di costruire e Dia (denuncia inizio attività). Dopo le polemiche sollevate da Campania Notizie l’immortale Iovinella è stato oggetto anche di un’interrogazione presentata dai veri consiglieri di opposizione Vincenzo Gaudino, Vincenzo Tosti, Marilena Belardo e Vincenzo Russo. Gli esponenti della vera minoranza hanno giustamente chiesto spiegazioni al sindaco sulla presenza pressoché quotidiana di Iovinella negli uffici comunali. La sua figura ingombrante si aggura in particolare nel suo caro Utc. Più “caro” per i cittadini per i costi sociali e ambientali che hanno pagato a causa della devastazione del territorio di cui Iovinella è tra i principali artefici. Ma il geometra non ha alcuna intenzione di mollare l’osso. Poco tempo fa dirigeva i lavori finanziati da privati e assegnati all’impresa di famiglia in via Toscanini accanto al centro Fabulae. Nei giorni scorsi sono circolate insistenti voci secondo cui Iovinella “Un saluto, un sorriso” sarebbe stato visto abbarbicarsi, a mo’ di Uomo Ragno in sovrappeso, al tetto della scuola media dove sono in corso lavori di manutenzione. Essendo un personaggio mitologico potrebbe anche trattarsi di una leggenda metropolitana.

Ma i dubbi su un suo coinvolgimento diretto o indiretto nei lavori di restyling dell’istituto sono fortemente alimentati da un incontro che stamattina Iovinella ha tenuto guarda caso con il titolare della ditta aggiudicataria dell’opera. Il rendez-vous si è tenuto al Bar Vitale che si trova alla periferia di Orta di Atella. L’azienda che ha vinto la gara è la Edil Scavi di Gennaro Lettera. L’ammontare dell’opera è di 8.600 euro. Di fronte all’onnipresenza di Iovinella, che dimostra di possedere il dono dell’ubiquità (lo si vede in terra, in cielo e in ogni luogo), la domanda resta sempre la stessa da mesi: a che titolo spadroneggia nei campi dell’edilizia e dell’urbanistica? È un consulente tecnico del primo cittadino o dell’amministrazione comunale? Giriamo per l’ennesima volta l’interrogativo al sindaco. Nell’attesa diamo un suggerimento a Villano. Qualora non dovesse trovare una soluzione legale per sfamare qualche esponente della maggioranza lo inviti a casa sua. Gli affari di famiglia vanno alla grande. Fioccano i lavori per le ditte del sindaco, di sua moglie e di sua cognata. Può tranquillamente aggiungere un piatto a tavola.

Mario De Michele

LEGGI LA DETERMINA DI ASSEGNAZIONE DEI LAVORI

 





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