Di come e perché il Comune di Orta di Atella ha perso la battaglia legale al Consiglio di Stato sulla realizzazione del Parco Oliteama (clicca qui) vi abbiamo già dettagliatamente parlato. L’avvocato non si costituì in giudizio contro l’Ital Casa Immobiliare. E la società in odore di camorra vince a tavolino. Tanto per non cambiare gli amministratori in carica se ne sono strafregati della denuncia di Campania Notizie (per loro siamo noi i delinquenti). Il sindaco Andrea Villano pur sollecitato più volte non ha ancora avviato un’indagine interna per scovare il colpevole di questa gravissima inadempienza. Inadempienza che lascia adito a sospetti e fa ipotizzare scenari inquietanti. Egregio ingegnere Villano non le sembra il caso di fare chiarezza? Ci rimettiamo al suo buon cuore. In attesa di conoscere come sono andate realmente le cose sulla vicenda Oliteama, en passant ricordiamo che è in corso un’indagine della Dda di Napoli. Oggi ci occupiamo di un’altra sentenza del Consiglio di Stato sempre favorevole all’Ital Casa. Quella riguardante il permesso di costruire n. 63 del 2006 che ha consentito agli imprenditori di far nascere il Parco Karol. Tra Oliteama e Karol la società ha chiuso una doppia operazione di circa 15 milioni di euro. La concessione n. 63 fu rilasciata, ormai è superfluo dirlo, da Nicola Iovinella “Un saluto, un sorriso”. Il portavoce di Campania Libera è uno dei principali collaboratori tecnici del sindaco Villano assieme al capogruppo consiliare dello stesso movimento Salvatore Del Prete. Quest’ultimo è di fatto il vero assessore all’Urbanistica. Luigi Macchia, che ci fu descritto dal suo politico di riferimento come un grande esperto, in realtà è solo un baldo giovanotto laureato da poco.

Anche una gallina comprenderebbe che l’Urbanistica è nelle mani di Iovinella e Del Prete. Pure quest’ultimo c’entra nella vicenda Karol. Ai tempi della concessione edilizia era (lo è tuttora) amico dei Ciccarelli, consigliere di maggioranza poi assessore e uomo ombra di Angelo Brancaccio. Talmente legato all’allora sindaco di Orta di Atella da ricordargli puntualmente di pulirsi i mocassini con il lustrascarpe automatico dell’Hotel Vanvitelli di San Marco Evangelista le innumerevoli volte che andavano a pranzo assieme (praticamente tutti i giorni). Giusto un inciso crediamo divertente. La corte di Brancaccio, in testa ovviamente Del Prete per gli amici “Magò” e da noi chiamato “Soldinus” perché è parsimonioso, sceglieva con rigore giansenista sempre le stesse pietanze ordinate dal Padrino. Lo diciamo per far capire che i discepoli-traditori di Brancaccio ai tempi del suo impero si guardavano bene dal cagionargli qualsiasi tipo di dispiacere. Ma non perdiamo di vista il permesso n. 63/2006. Prima di andare nel merito della sentenza favorevole all’Ital Casa è necessario dire da chi era composta la società. Prima ancora dobbiamo rimarcare che il permesso di costruire rilasciato dal devastatore edilizio Nicola Iovinella fu concesso a Raffaele Apicella. Chi è costui? Costruttore di Casal di Principe. Apicella voltura la licenza edilizia all’Ital Casa Immobiliare. Chi erano (alcuni lo sono ancora) i soci della ditta? I fratelli Antonio e Vincenzo Ciccarelli e Teresa Diana. I germani Ciccarelli sono cognati di Apicella. Diana è la moglie di Franco Setola, cugino di Peppe Setola il macellaio-stragista del clan dei Casalesi. Durante il sacco di Orta di Atella sia la famiglia Ciccarelli sia la signora Diana divennero imprenditori potenti e fecero grossi affari. Si accaparrarono quelli che poi sono stati denominati Parco Oliteama e Parco Karol. Per carità, saranno stati lungimiranti e competenti. Fatto sta che i Ciccarelli avevano una tradizione familiare di calzolai, mentre la signora Diana era casalinga.

Arriviamo alla sentenza dopo la doverosa premessa fatta per renderci conto in che mare stiamo navigando e navigavano Brancaccio, Del Prete e Iovinella. Giusto così per dire: Brancaccio è in carcere per camorra, invece Del Prete e Iovinella dettano legge nell’attuale amministrazione comunale. Come mai? Si chiedono in tanti. Semplice: saranno persone perbene, oneste e dai trascorsi cristallini. In merito alla concessione n. 63/2006 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso proposto dalla ItalCasa Immobiliare in quanto ha ritenuto, contrariamente a quanto statuito dal Tar Campania, che il provvedimento di annullamento del permesso di costruire adottato dal Comune di Orta di Atella fosse viziato da difetto di motivazione. La mancata urbanizzazione dell’area, a giudizio del Consiglio di Stato, sarebbe comprovata da una perizia redatta dagli stessi uffici comunali e datata 31.01.2014, vale a dire successiva di diversi mesi rispetto alla emanazione del provvedimento di annullamento del titolo edilizio. Secondo i giudici quella perizia costituiva integrazione postuma del provvedimento di annullamento del 23.09.2013 e in quanto tale inammissibile. In altri termini, a dire del Consiglio di Stato, il provvedimento di annullamento in relazione alla mancata urbanizzazione dell’area quando fu emesso non era sufficientemente motivato in quanto non era stato compiuto un accertamento sulla effettiva esistenza o meno delle opere di urbanizzazione.

Ci spieghiamo ancora meglio. Tale verifica da cui scaturiva che l’area non fosse sufficientemente urbanizzata fu effettuata successivamente al provvedimento di annullamento del 2013. L’annullamento pertanto quando era stato adottato risultava non sufficientemente motivato. In altri termini il Consiglio di Stato ha accolto l’appello ritenendo il provvedimento di annullamento del permesso di costruire viziato per difetto di motivazione. Ma c’è un ma. E chiama in causa il sindaco Villano e la sua maggioranza. Nessuno escluso. A partire dai politici. Ad Orta di Atella è tornato di moda il gioco del nascondino. Lo stesso Consiglio di Stato afferma che la sentenza NON, ripetiamo, NON impedisce all’Ente di riadottare il provvedimento corredandolo di sufficiente motivazione.

Chissà se Nicola Iovinella “Un Saluto, un sorriso”, il più stretto collaboratore del primo cittadino, e Salvatore Del Prete “Soldinus Magò”, vero assessore all’Urbanistica, proporranno la riadozione del provvedimento di annullamento concessione contro i loro cari amici Ciccarelli? Da persone perbene, oneste e dai trascorsi cristallini sicuramente lo faranno. Ci scommettiamo tutto.

Mario De Michele

CLLICA QUI PER LEGGERE LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO





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