Quando è troppo è troppo. Non è tollerabile in nessuna parte del mondo, nemmeno nella peggiore nazione del quarto mondo, che in una delle strade principali della città, sotto gli occhi di tutti, si sfrutti il lavoro minorile senza che nessuno, dico nessuno, tra istituzioni comunali, forze dell’ordine, politici e cittadini intervengano per mettere fine a questa vergogna. A rendere ancora più indecente un episodio che si commenta da sé è che lo sfruttatore di turno è il cognato del sindaco Giuseppe Dell’Aversana “Il Legalitario” (da strapazzo). Voi lettori guardate la foto. Poi potete anche fermarvi qui. E non leggere il resto dell’articolo. C’è un ragazzino con la maglia da lavoro dell’officina Pneus Expert, centro vendita e riparazione pneumatici ubicata in via Alcide De Gasperi a Sant’Arpino. Sta sostituendo una gomma di un’auto che occupa l’intero marciapiede e una parte della strada. Accanto a lui c’è il titolare, Paolo Melardo, marito della sorella di Dell’Aversana il “Legalitario” (da strapazzo). Voi “Guardiani della Galassia” osservate la foto e vergognatevi. Fate ribrezzo. Siete sottospecie di uomini. Con la lingua sempre sporca di sterco. E con le tasche piene. L’officina è stata aperta ai tempi del regime Dell’Aversana-Savoia. Inizio anni 2000. E presenta irregolarità talmente evidenti che il sospetto che tutti sappiano ma nessuno parli è molto più di un sospetto. È una verità sacrosanta. Il marciapiede è stato abbassato ad arte per consentire alle vetture di accedere all’officina per il cambio gomme e per altri interventi. Percorrere il marciapiede è impossibile per anziani e mamme con i bambini nei passeggini. Molti conducenti parcheggiano i veicoli, addirittura camion, in sosta vietata in attesa del proprio turno. Esiste un’autorizzazione? Chi l’ha rilasciata? Se sì, siamo curiosi di sapere se il cognato di Dell’Aversana il “Legalitario” (da strapazzo) ha mai pagato in vita sua la tassa per l’occupazione di suolo pubblico come fanno i commercianti non imparentati col sindaco.

Ritorno allo scandaloso caso (fotografico) dello sfruttamento di lavoro minorile. L'art. 603 bis del codice penale prevede, salvo che il fatto costituisca più grave reato, “la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato”. Costituiscono aggravante specifica e comportano “l'aumento della pena da un terzo alla metà il fatto che uno o più dei soggetti reclutati siano minori in età non lavorativa”. L’Articolo 32 della Convenzione delle Nazioni Unite dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, prevede, in particolare, che: “Gli Stati parti riconoscono il diritto dei fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale”.

E’ messa a repentaglio la salute del minore nella foto che lavora presso l’officina del cognato di Dell’Aversana “Il Legalitario”? Beh, non c’è neanche da discutere. Ma altri interrogativi bisogna porli. Come vengono smaltiti gli pneumatici? Dove finiscono gli olii esausti delle vetture e gli altri liquidi nocivi? Quali norme di sicurezza per i lavoratori, i clienti e i cittadini vengono adottate? L’Asl che cazzo fa? E l’Ispettorato del lavoro? Che ignominia. Domande che giriamo alla Procura della Repubblica, ai carabinieri di Sant’Arpino e al comandante dei vigili urbani Lucio Fallace, pardon Falace. In quest’ultimo caso è inutile. Il capo della polizia municipale non vede, non sente, non parla. Ma puntualmente il 27 di ogni mese si mette in saccoccia lo stipendio e ogni anno si fotte decine di migliaia di euro di premi di produttività. Premi di produttività forse per non vedere, non sentire, non parlare? Che vergogna. Che schifo. Alla magistratura, alle forze delle ordine, ai consiglieri di maggioranza e minoranza, ai politici e ai cittadini dico citando De André: “Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti”.

Mario De Michele

P.S. Ripropongo per la D-E-C-I-M-A volta lo stesso post scriptum. In via Pennacchio davanti all’entrata della casa del sindaco Giuseppe Dell’Aversana ci sono ancora delle fioriere in pietra sia sul marciapiede sia addirittura in strada con evidente violazione delle più elementari norme di sicurezza stradale e pedonale. Inoltre sul marciapiede sono posti enormi pali in pietra. La legge prevede che debbano essere coperti da assicurazione. C’è la copertura assicurativa? Attendo fiducioso l’intervento dei carabinieri di Sant’Arpino.

P.S. Bis. Ringrazio di cuore l’architetto Ernesto Di Serio per la solidarietà e la vicinanza che mi ha espresso dopo le ultime vicende che mi hanno riguardato. Grazie mille consigliere. Stavolta non mi è arrivato alcun cenno di sostegno da parte del sindaco Giuseppe Dell’Aversana che dopo l’intimidazione subita il 2 luglio (mi furono recapitata a casa 4 proiettili) fu uno dei primi a manifestarmi il suo sincero appoggio. Evidentemente da quando ho scritto qualche articolo critico sulla sua gestione amministrativa non nutre più la stessa stima di prima nei miei confronti. Egregio sindaco “Il Legalitario” le critiche sono il sale della democrazia. lei per caso preferisce la dittatura? Le do una brutta notizia. La dittatura dei “Guardiani della Galassia” sta per finire. Per fortuna dei santarpinesi.





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