Andrea Aquilante sindaco di Gricignano? Sarebbe come nominare Dracula presidente dell’Avis. È quanto emerge dall’inchiesta condotta dalla Procura del Tribunale Napoli Nord. L’aspirante primo cittadino, che capeggia la lista “Uniti si può fare”, in campo alle elezioni comunali del 10 giugno, è sotto processo per aver chiesto una maxi tangente da 100mila euro a un imprenditore. Secondo il pm Ilaria Corda, “abusando della sua qualità di vicesindaco e dei poteri connessi alla pubblica funzione, Aquilante compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere l’imprenditore Antonio Rao a promettere indebitamente il versamento di 100mila euro”. La tangente è stata chiesta, rimarcano gli inquirenti, per rilasciare alla Ecoplus Spa le autorizzazioni necessarie per realizzare un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti non pericolosi nella zona Asi di Gricignano, in località Cesina. Il vicesindaco avrebbe preteso da Rao, direttore responsabile e socio di riferimento della ditta, anche l’assunzione di lavoratori. Solo il rifiuto dell’imprenditore a pagare la mega tangente ha impedito che il reato si consumasse. Rao infatti ha presentato due denunce nel 2013 e ben cinque nel 2014. L’impianto accusatorio è stato accolto in toto dal giudice per le udienze preliminari che ha rinviato a giudizio il candidato sindaco. L’udienza si terrà il 27 settembre di quest’anno davanti alla prima sezione, collegio A, del Tribunale Napoli Nord (presidente D’Angiolella). Aquilante è imputato di tentata concussione. Un’accusa gravissima per un amministratore locale. Non a caso la legge Severino prevede già in caso di condanna in primo grado la sospensione del sindaco. E menomale che nel comizio tenuto ieri sera in piazza Municipio il leader di “Uniti si può fare” ha dedicato, con uno show da prima donna, un ampio spazio al tema della legalità, deliziando la sua claque che lo acclamava ai piedi del palco. Con movenze sinuose che ricordano le straordinarie piroette di Carla Fracci al culmine della sua carriera, Aquilante ha citato la fiction “Gomorra” accusando gli avversari di presunti legami con la criminalità organizzata. Gli giriamo una domanda: chiedere una maxi tangente a un imprenditore non assomiglia alla richiesta del pizzo da parte della camorra?

Mario De Michele

P.S. io mi accontento di 50 euro, lui ne ha chiesti 100mila. Troppa sproporzione. Mi sento offeso.





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