Casapesenna si appresta a tornare alla normalità. È solo questione di ore. Il tempo di formalizzare il ritiro delle dimissioni da sindaco (tra domani e dopodomani) e poi Marcello De Rosa dovrebbe occupare di nuovo il posto che nel 2014 gli hanno assegnato gli elettori. Il vertice di oggi al ministero dell’Interno ha definitivamente convinto il primo cittadino a tornare sui suoi passi. Lui si è preso ancora qualche ora di riflessione perché si tratta di una scelta impegnativa ma oramai il dado sembra tratto. Dal Viminale è arrivato il fermo e convinto sostegno a De Rosa con l’accorata richiesta di revocare le dimissioni. La richiesta è stata formulata a nome del ministro Marco Minniti dal sottosegretario Gianpiero Bocci. Il rappresentante del Governo ha detto a chiare lettere che lo Stato è “accanto al sindaco di Casapesenna e che qualora non fossero ritirate le dimissioni sarebbe una sconfitta gravissima per le istituzioni e la politica a tutti i livelli”. Da qui l’invito a De Rosa di riprendersi la fascia tricolore per “continuare - ha sottolineato Bocci - il percorso di legalità e trasparenza della sua amministrazione comunale”. Il Viminale, per conto del Governo, ha anche dato piene rassicurazioni al sindaco dimissionario circa l’impegno dello Stato, in tutte le sue articolazioni, per garantire con tutti gli strumenti a disposizione, a partire dalle misure preventive e repressive, l’incolumità di De Rosa e della sua famiglia, già sotto scorta in seguito a un raid di quattro criminali nell’abitazione del sindaco. A dimostrazione della concreta vicinanza dell’esecutivo Gentiloni a De Rosa e, come ha rimarcato Bocci, alla comunità di Casapesenna si terrà subito dopo le festività natalizie una manifestazione con la partecipazione del ministro Marco Minniti. “Noi - ha detto durante il vertice il sottosegretario a De Rosa - siamo con te e verremo a sostenere te e i cittadini di Casapesenna onesti nella lotta alla camorra”. Il sindaco dimissionario è stato accompagnato dall’onorevole del Pd Giovanna Palma che, assieme al consigliere regionale Pd Stefano Graziano e all’eurodeputato dem Andrea Cozzolino, ha sempre dimostrato grande e concreta vicinanza all’amministrazione De Rosa. L’incontro con Bocci, il quale ha dimostrato una profonda conoscenza della realtà casapesennese, ha di fatto “costretto” il sindaco dimissionario a rivedere la sua decisione. Auspicava una risposta convincente dallo Stato. E le istituzioni hanno dato un chiaro segnale di sostegno e vicinanza. Il Viminale è schierato in prima linea con De Rosa nella battaglia per la legalità. Lo farà facendo tappa a Casapesenna e soprattutto adottando le misure necessario per neutralizzare il clan e consentire all’amministrazione comunale in carica di riportare la cittadina dell’agro aversano alla normalità. È quello che voleva De Rosa.

E ora che si sono ripristinate le condizioni per andare avanti non ha più dubbi, nessuna esitazione. Nelle prossime ore, dopo il confronto con i consiglieri di maggioranza e il gruppo che lo sostiene, persone e amministratori seri e onesti, ritirerà quasi certamente le dimissioni per affermare che lo Stato è più forte della criminalità. Ne ha già parlato con la moglie Meri Cirillo. Lei, donna forte, sempre accanto al marito nei momenti difficili, lei che ha improntato la sua vita sui valori della legalità, quegli stessi valori appresi dai suoi genitori e trasmessi alle sue due figlie, ha condiviso la scelta del marito di tornare al suo posto. Resta la preoccupazione per la sicurezza familiare. Ma in Meri ha prevalso, come sempre, il senso civico, l’impegno sociale per la rinascita del territorio. D’accordo con De Rosa anche gli altri familiari. “Ora non puoi, lo Stato è al tuo fianco e quindi devi andare avanti”, questo in sostanza hanno detto al sindaco i suoi parenti, E lui ha spazzato via ogni perplessità. Con il sostegno dello Stato, della famiglia e di tutti i cittadini onesti di Casapesenna avrà la forza per andare avanti, per continuare a lavora per far voltare pagina al suo paese, per affermare la legalità. La decisione è presa: forse già domani, al massimo entro giovedì 21 dicembre ritirerà le dimissioni. Lo Stato ha vinto un’importante battaglia simbolica e non solo. De Rosa ancora una volta farà la scelta giusta. Ha scelto la via della legalità. Noi ne eravamo convinti. Non avrebbe mai “tradito” i suoi concittadini. E non avrebbe mai smesso di avere fiducia nelle istituzioni. Ora ci attendiamo le solite ignobili e meschine speculazioni dei professionisti dell’antimafia. Che grideranno allo scandalo, che parleranno di farsa. Questi signori e signore del mondo associativo e della mala informazione, che si sono arricchiti o avuto premi e visibilità del tutto immeritati, farebbero bene a tacere. Hanno infangato per anni l’immagine di primo cittadino. Lo hanno fatto per fini personali e politici. Se la loro macchina del fango sarà attivata anche in futuro i nostri dubbi su alcuni professionisti dell’anticamorra troveranno una palese conferma. Salterà finalmente agli occhi che c’è chi a chiacchiere lotta contro la camorra mentre nei fatti è un “fiancheggiatore” del clan. De Rosa e lo Stato sono in trincea contro la criminalità organizzata. Chi sputa veleno con il sindaco e l’amministrazione comunale ha scelto di stare dall’altra parte della barricata. Quella dove detta legge la camorra.

Mario De Michele

 

 





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