C’è del marcio nel distretto sanitario di Casal di Principe? Lo diranno a breve le forze dell’ordine che da giorni stanno effettuando accurate verifiche con l’acquisizione di documentazione per vagliare la posizione dell’azienda “L’Ortopedia”, con sede a Caserta ma con core business nell’Agro aversano. Il centro medico convenzionato fa capo a Salvo Balivo, figlio di Silvestro Balivo, coinvolto nell’inchiesta sul centro commerciale Jambo di Trentola Ducenta, in cui si ipotizza l’ingerenza del clan Zagaria nella realizzazione della struttura. Al centro delle indagini ci sono una serie di anomalie relative alle forniture di protesi per gli invalidi. Le ombre si addensano sulle prescrizioni rilasciate dal medico competente che invece di restare nelle mani degli assistiti vengono trattenute dagli uffici del distretto sanitario di Casal di Principe e non riconsegnate agli utenti come prevede la normativa vigente (D.M. 332/1999). La procedura, come denunciano le associazioni di categoria, arreca gravi disagi all’invalido perché lo costringe a un ulteriore spostamento per tornare in possesso della prescrizione con l’inevitabile allungamento dei tempi tecnici e burocratici. Ma soprattutto impedisce, di fatto, agli utenti di esercitare il diritto di rivolgersi all’azienda ortopedica di propria fiducia. Spesso le prescrizioni non ritornano in possesso degli invalidi e vengono assegnate d’ufficio ad un centro ortopedico non scelto dall’assistito, che trovandosi in molti casi in una situazione di “ignoranza” procedurale ed essendo in precari condizioni di salute - sostengono le associazioni di categoria - accetta passivamente di essere seguito dal centro indicato dal distretto.

Ma non finisce qui. Sempre nel distretto di Casal di Principe è stato lanciato l’allarme da un’associazione di categoria per un’altra procedura “strana”. Da quanto si apprende, il centro “L’Ortopedia” invierebbe a casa delle persone che hanno ottenuto la pensione di invalidità, senza che gli interessati ne facciano richiesta, il proprio personale per “sponsorizzare” vari ausili ortopedici. A segnalare i nominatavi dei pazienti riconosciuti invalidi sarebbe un funzionario del distretto di Casal di Principe imparentato con la famiglia Balivo. Inquietanti “anomalie” si registrano anche nei distretti di Aversa, Gricignano, Frignano e Santa Maria Capua Vetere. In questo caso sarebbero addirittura stati assunti da “L’Ortopedia” parenti di personale che gestisce e smista le pratiche dell’Asl per prescrizioni di carrozzine, busti e protesi. Se fosse vero si determinerebbe un vero e proprio “monopolio” sulle prescrizioni mediche. Si tratta di vicende gravi che sono al vaglio delle forze dell’ordine, ma di fronte a tanti punti oscuri sarebbe doveroso che il direttore generale dell’Asl di Caserta aprisse un’indagine interna per verificare se in alcuni distretti ci siano dipendenti che pensano a tutelare i propri interessi a discapito di quelli degli utenti, i quali oltre a dover vivere con gravi invalidità sarebbero anche vittime di un sistema “malato”.

Mario De Michele

 

 





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