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Con le strade di Napoli tornate a soccombere sotto 2.000 tonnellate di spazzatura, approda in Aula a Montecitorio il decreto con cui il governo risponde a questa nuova fase di criticita' nella raccolta dei rifiuti in Campania.

Inizia, infatti, domani la discussione del provvedimento (n.94 del primo luglio 2011) recante 'misure urgenti in tema di rifiuti solidi urbani prodotti nella regione Campania' - in cui non si parla mai di emergenza - su cui la Lega nord ha gia' annunciato il voto contrario - cosi' come quello che i ministri del Carroccio avevano espresso nel Consiglio dei ministri - se il testo non verra' emendato. Il decreto si compone di due articoli e sostanzialmente 'apre', derogando a quanto disposto da una sentenza del Tar del Lazio, al trasferimento della spazzatura verso altre regioni. Per quanto snello, il decreto e' stato, pero', oggetto di 54 emendamenti nel corso del'esame in commissione Ambiente alla Camera. Richieste di correzione sia della maggioranza che dell'opposizione: le prime sono state ritirate, le seconde bocciate. Ma entrambi gli schieramenti sono pronti a ripresentarle come emendamenti d'Aula, anche se l'idea del governo e' quella di una rapida approvazione, gia' entro la fine del mese. Tra le proposte della Lega c'era proprio la richiesta che i trasferimenti fuori dalla Campania avessero come destinazione ''esclusiva'' le regioni limitrofe. E che ''il sindaco di Napoli'' venisse ''nominato commissario straordinario''. Mentre tra i punti qualificanti degli emendamenti del Pd, la richiesta di ''deliberare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2011'', soprattutto come presupposto per ''impegnare tutte le regioni italiane alla piena collaborazione'', e la nomina del governatore della Campania a commissario per le discariche. L'Italia dei valori escludeva, invece, di fare riferimento ai ''commissari'', chiedendo da subito l'assegnazione di 25 milioni al comune di Napoli per la raccolta differenziata domiciliare, e una deroga al trasferimento dei rifiuti anche per altri comuni. Ma al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo piacerebbe invece un ''testo il piu' snello possibile''. Magari senza modifiche rispetto a quanto deciso dal governo. Secondo il ministro, infatti, l'intento dell'esecutivo era ''doverosamente'' rivolto alla risoluzione della ''questione del trasferimento extra-regionale'', cosa che sara' ''consentita per un periodo limitato a sei mesi''. Anche - conclude - per ''scongiurare, con il caldo estivo, eventuali rischi sanitari''.





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