Guai seri in vista al comune di Grumo Nevano. Il viceprefetto Rotondi diffida sindaco Gaetano Di Bernardo e amministrazione comunale a provvedere alla verifica degli equilibri di bilancio entro 20 giorni. L’Ente non ha provveduto ad approvare il riequilibrio di bilancio entro la scadenza legale del 31 luglio. Ed ora arrivano le dure conseguenze. Infatti il mancato adempimento di tale procedura entro i termini prestabiliti provocherebbe lo scioglimento del consiglio comunale insediatosi poco più di due mesi fa.

Dall’amministrazione comunale sono giunte subito le dovute giustificazioni: “Non è certamente una novità quella di oltrepassare le date ultime per approvare Bilanci e assestamenti e forse, mai come stavolta, la novità poteva essere esattamente il contrario visti i 4.200.000 euro di debiti accumulati dalle precedenti amministrazioni che hanno governato – si fa per dire – la nostra città. L’Amministrazione Di Bernardo non è santificata al punto tale da poter fare miracoli e moltiplicare gli euro mancanti che hanno precise paternità politiche e amministrative del passato: sistemare i conti entro il 31 luglio dopo pochi giorni eletto, nemmeno i Santi avrebbero potuto”. La maggioranza fa sapere quindi di aver ereditato una situazione economica drammatica e scarica le responsabilità agli amministratori del passato. Smentisce la possibilità di tornare a casa prima del previsto, ma annuncia il pre dissesto per Grumo Nevano. “Chi si agita tirando i piedi per lo scioglimento, può stare sereno: gli equilibri di Bilancio corrente saranno regolarmente approvati e l’Amministrazione si avvia a durare tutti i 5 anni. Contestualmente – ed è questa la vera novità negativa figlia di precedenti disastri contabili – sarà approvato una delibera di pre-dissesto finanziario che costringerà la nostra comunità ad adottare un piano di rientro decennale per tutti i 4.200.000 euro di debiti accumulati nelle amministrazioni precedenti”.

Come al solito quindi a farne le spese (in senso letterale) saranno i poveri cittadini ammesso che la situazione si “risolvi” (per modo di dire) entro il termine perentorio imposto dei 20 giorni dalla nota del viceprefetto.

Valentina Piermalese





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