Il Comune di Sant’Antimo, considerato fino a poco fa roccaforte dei Cesaro, sembra non esser più un porto sicuro per la nota famiglia di imprenditori. È di pochi giorni fa la notizia, divulgata a mezzo Facebook dal Sindaco Aurelio Russo , della revoca della concessione del centro sportivo comunale alla Polisportiva Sant’Antimo, gestita proprio dal gruppo Cesaro. “Troppe omissioni, eccessivi vantaggi e danni per le casse comunali - ha sottolineato il sindaco Russo - non era più tollerabile la situazione economica determinata dalle scelte dei vertici del Gruppo Cesaro Sport di non versare al comune i canoni mensili da cinque anni oltre che le rate del mutuo al Credito Sportivo per quasi 5 milioni di euro”. Immediata la risposta della società che, pur mostrandosi disponibile a saldare il conto, chiarisce che l’ammontare del debito sarebbe nettamente inferiore a quanto dichiarato dal Sindaco. In riferimento al debito nei confronti del Credito Sportivo assicurano invece che sarebbe in fase di ristrutturazione. Ed è proprio il mancato versamento delle rate del mutuo al Credito Sportivo che rappresenta l’aspetto più pericoloso di tutta la vicenda per la solidità delle casse comunali. A preoccupare l’amministrazione sono due fideiussioni concesse a favore della polisportiva: una prima nel 2004, per un importo di € 3.637.620,00, a garanzia dei lavori che la Polisportiva avrebbe dovuto eseguire per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’intera struttura; una seconda nel 2011, per un importo di di € 1.493.300,00, per un ulteriore ampliamento del complesso sportivo. Per farla breve: se Il gruppo Cesaro non paga le rate del muto è il Comune a garantire il debito con le proprie casse. In più ci sarebbe il mancato versamento nelle casse comunali dei canoni mensili e la mancata elargizione di tariffe scontate per i residenti nel comune di Sant’Antimo, così come previsto da contratto. Tuttavia le inadempienze nascono quasi insieme alla stipula del contratto , nel lontano 2001, a causa di un’area che, pur rientrando nella concessione comunale, restò di fatto esclusa perché adibita a discarica. Il cambio di marcia che il sindaco PD sembra intenzionato ad imprimere potrebbe, a questo punto, determinare la nascita di un contenzioso in sede civile che, fino ad oggi, si era sempre preferito evitare. Invero, negli ultimi 15 anni, si è andati avanti a colpi di transazioni, permettendo al gruppo Cesaro di strappare il prolungamento dei termini della concessione, l’annullamento dei debiti scaturiti dal mancato versamento dei canoni mensili e la concessione di un’ulteriore area comunale che si erano già affrettati ad occupare abusivamente adibendola a parcheggio del centro sportivo. Se la volontà di procedere alla revoca della concessione da parte dell’Amministrazione comunale fosse seria sarebbe di certo un bel problema per la famiglia Cesaro, già alle prese con pesanti grane giudiziarie dopo gli arresti delle scorso maggio di Aniello e Raffaele Cesaro.

Luca Leva





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