Sono passati quasi due mesi dall’incendio che distrusse il campo Rom di Scampia e l’amministrazione arancione sembra ben lontana dall’aver individuato una soluzione alternativa dignitosa per l’intera comunità. Subito dopo l’incendio 60 rom furono alloggiati nell’Auditorium di Scampia mentre a tutti gli altri fu permesso di rientrare nel campo le cui condizioni, dopo l’incendio, non potevano che essere peggiorate. Intanto il comune di Napoli si affrettò a rilasciare dichiarazioni sulla risoluzione della vicenda indicando la caserma Boscariello di Miano come il luogo che avrebbe accolto la comunità Rom almeno fino alla fine dell’anno. Constestualmente, sempre secondo gli annunci, si sarebbe proceduto ad una seria bonifica del campo di via Cupa Perillo che, già prima dell’incendio, non presentava certo condizioni igienico-sanitarie tali da garantire una vita dignitosa a decine di famiglie. Nell’incapacità complessiva nella gestione della “questione Rom” che, a livello nazionale, e Napoli non fa certo eccezione, si sostanzia attraverso atti che malcelano le medesime incompetenze ed una generale assenza di volontà, il Sindaco arancione decise almeno di affidare a due cooperative la gestione dell’emergenza: una si sarebbe occupata della mediazione e della logistica della struttura mentre l’altra della fornitura di pasti. Ebbene, dopo soli due mesi, contratto scaduto e tutti a casa. Dal 12 ottobre scorso le cooperative sono andate via e a sostenere i Rom sono intervenute le associazioni e gli enti religiosi della zona. A nulla sono serviti gli incontri con l’assessore Roberta Gaeta la quale, pare, abbia semplicemente certificato - ancora una volta - l’assenza di volontà da parte del comune di occuparsi della comunità Rom. Oggi i Rom sono costretti, dopo aver perso quasi tutto nell’incendio, ad occuparsi ancora una volta da soli della propria sussistenza senza alcuna prospettiva di interventi seri da parte dell’amministrazione arancione che, al di là degli annunci pomposi, si conferma sostanzialmente inconsistente rispetto ai problemi reali della città e di chi la vive. Giulia Ambrosio





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