Bruxelles - “La recente battaglia tra Apple e l'FBI sul tema dell'encryption impone una soluzione politica a livello europeo. Ho presentato oggi insieme ad altri 25 eurodeputati un testo che afferma che le aziende hi-tech non dovrebbero essere costrette a creare falle nella sicurezza per consentire alle autorità l’accesso alle comunicazioni cifrate. Secondo questo testo le aziende di tecnologia dovrebbero essere costrette a ridurre il loro coefficiente di sicurezza solo caso per caso, a seguito di un preciso ordine emesso da un Tribunale - Lo ha reso noto Nicola Caputo Parlamentare europeo del PD Gruppo S&D. - Il dibattito – spiega Caputo - sul giusto confine tra sicurezza nazionale e privacy, sollevato negli Stati Uniti dal braccio di ferro tra Apple e FBI, è ormai caldo anche in Europa. Vari Stati membri come ad esempio il Regno Unito stanno considerando leggi che permetterebbero alle autorità il monitoraggio delle comunicazioni oggetto di cifratura. In Francia, una proposta di legge prevede già l’imposizione di sanzioni ai danni delle società che si rifiutano di collaborare con le autorità. Sono del parere – precisa l’europarlamentare S&D - che la creazione di una backdoor nei software per i governi europei renderebbe i prodotti più vulnerabili agli hacker. Se esiste una potenziale backdoor nell’implementazione della crittografia, come si può evitare che terroristi o criminali non la attacchino e non la usino? Creare un sistema per violare un'iPhone o un altro prodotto significa rendere vulnerabili tutti i dispositivi in circolazione. Qualunque governo totalitario potrebbe decriptare la cifratura a danno di oppositori, giornalisti e normali cittadini. Inoltre – conclude Caputo - la fornitura dell’accesso a dati protetti costituirebbe una violazione del diritto alla privacy che è un diritto fondamentale dei cittadini europei”.





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