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Quello casertano è sempre il solito Pd. Un partito che calpesta la politica per spalancare i portoni ai personalismi più sfrenati. Passano segretari, commissari e oceani di acqua sotto i ponti ma tutto resta impantanato nella palude delle guerre tra bande. L’ennesima conferma, ma non ce n’era bisogno, arriva dalle provinciali del 3 ottobre. I Democratici hanno presentato due liste, una legata al duo Oliviero-Caputo, l’altra al trio Graziano-Sgambato-Picierno. Quella dei tre big (e menomale che non sono small) è stata bocciata dalla commissione elettorale perché il presentatore della lista Marcello De Rosa e gli addetti alla raccolta di firme non sono stati nemmeno in grado di fare le cose perbene. Una vicenda che ha indotto tanti a riguardare il film “Non ci resta che piangere”. Ma al netto della figura di m… colossale ciò che lascia senza parole è quello che sta accadendo in campagna elettorale. In un partito normale i tre big Graziano, Picierno e Sgambato con i rispettivi gruppi di riferimento avrebbero dovuto sedersi al tavolo con i “padri” della lista di emanazione dem per remare tutti nella stessa direzione affinché il partito uscisse come il più forte di Terra di Lavoro.

Mica è colpa di Oliviero e Caputo se loro rappresentano il Pd capace di presentare la lista alle provinciali!!! Le responsabilità del disastro politico ricadono sui ciucci filo Graziano-Sgambato-Picierno che sono stati protagonisti di uno spettacolo circense da fare invidia ai fratelli Orfei. Con politici così i clown di professione dovranno ricorrere al reddito di cittadinanza. Ma accantoniamo la pessima figura organizzativa. All’indomani della presentazione delle liste sulla ribalta doveva salire la Politica: tutti uniti per battere i raggruppamenti avversari del Pd. Questo in un partito normale. Ma i dem casertani sono strani. Già da tempo Campania Notizie ha mutato l’acronimo Opg (ospedale psichiatrico giudiziario) in Opd (Ospedale partito democratico). E puntualmente sono successe cose da pazzi. Graziano, Sgambato e Picierno hanno fatto tutto fuorché sostenere la lista Democratici per Caserta sponsorizzata da Oliviero e Caputo. Tralasciamo il duo Sgambato-Picierno che sul territorio incide poco o nulla. Ci soffermiamo su Graziano. Il consigliere regionale conta e pure tanto. È radicato e ha un nutrito seguito. Insomma è uno che lascia il segno e sposta voti. Che strategia ha adottato in campagna elettorale il Signor Sottile? Si potrebbe definire politicamente a macchia di leopardo.

Graziano sta chiudendo accordi a destra e a manca in proiezione delle elezioni regionali in programma nella primavera del 2020. Con la sua proverbiale astuzia politica non ha stipulato un accordo sistematico con liste opposte a quella del Pd. Sarebbe stato esposto a tirate di orecchie dai vertici romani. Ha scelto la strada delle intese “caso per caso”. Peccato che per mettere il bastone tra le ruote a Oliviero, suo principale competitor di partito, alle regionali ha tracciato ampie corsie preferenziali per le altre liste, mentre a quella dei Democratici per Caserta ha riservato qualche piccola strettoia. Il segretario nazionale Zingaretti però è stato chiaro e ha lanciato un diktat dando pieno sostegno a Oliviero: “Non esiste che i consiglieri comunali del Pd non votino per la lista di partito”.

Un capitolo a parte spetta con merito a Marcello De Rosa. Il sindaco di Casapesenna affetto da un’innata allergia alla politica sta facendo un casino. Ha stretto un legame fortissimo con Nicola Tamburrino, primo cittadino di Villa Literno, uno che ha distrutto le casse comunali ed è alle prese con diverse inchieste della magistratura (a breve parleremo delle concessioni edilizie). Non pago, De Rosa ha chiuso un accordo con Vittorio Lettieri, consigliere comunale di Gricignano annientato dall’attuale sindaco Santagata. È poi andato alla conquista di Sant’Arpino per ottenere l’appoggio del consigliere Elpidio Maisto, coinvolto in una vicenda oscura (che approfondiremo) riguardante decine di migliaia di euro incassate come consulente della Gisec nonostante sia un dipendente della società a capitale pubblico.

Insomma De Rosa è così in cattiva compagnia che anche il suo amico fraterno Andrea Villano, sindaco di Orta di Atella, lo ha mandato a quel paese (Casapesenna) nella partita per le provinciali. Vi starete chiedendo chi è il candidato di Marcello De Rosa? Domanda legittima. Ha preso impegni con l’universo mondo. Chi è il suo candidato? Uno, nessuno e centomila.

Mario De Michele

 





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