Qui la politica non c’entra. È un problema di uomini. Direbbe il grande Eduardo De Filippo siamo alla “schifezza, da schifezza, da schifezza, da schifezza 'e l'uommene !''. Il “caso” Enzo Pagano è la conferma del degrado valoriale e personale in cui è sprofondata la classe dirigente dei partiti. Nella serata del 10 aprile viene sottoscritto un documento (calce all’articolo) per indicare il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia a candidato sindaco di Aversa. Il documento è sottoscritto dai rappresentanti di Lega, Noi Aversani e Idea per Aversa, oltre che di quelli ovviamente del partito della Meloni. Fila tutto talmente liscio che le forze a sostegno di Pagano fissano per stamane la conferenza stampa di presentazione del timoniere della coalizione di destra.

Ma poi cambia radicalmente lo scenario. E si assiste attoniti a un colpo di teatro da far invidia alle gag del celebre film “Il medico dei pazzi” interpretato da un irresistibile Totò. Sale sul palco nientepopodimenoche Gimmi Cangiano. Il leader campano di Fdi, da dietro le quinte, fa calare il sipario su Pagano. Gli fa lo sgambetto. E salvo altri colpi di scena, sempre dietro l'angolo, fa saltare la sua candidatura a sindaco di Aversa. In altre parole, il segretario regionale del partito fa le scarpe al segretario provinciale del suo stesso partito. Peraltro entrambi sono casertani. E più precisamente dell’agro aversano. Starete pensando che si tratti di una boutade giornalistica. Invece è proprio quello che è accaduto.

Trattandosi di Cangiano non c’è nemmeno troppo da scandalizzarsi. È il figlioccio di Gennaro Coronella, uno che non ha mai avuto peli sullo stomaco. L’ex parlamentare si “è cresciuto” come un figlio Cangiano. E i risultati politicamente disastrosi si sono visti e si vedono tuttora. L’attuale coordinatore regionale di Fdi ha sempre inanellato flop elettorali alimentando l’opinione comune che non ha nemmeno il voto suo. Di tutt’altra pasta Enzo Pagano. È uno che ha sempre dimostrato di avere molti consensi. E soprattutto. Non è il figlioccio di Coronella. Tutta un’altra storia. E gli uomini dove sono? Siamo alla “schifezza, da schifezza, da schifezza, da schifezza ‘e l'uommene !''.

Mario De Michele





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