Ultimamente le tavolate sono talmente rappresentative del livello in cui è sfrontato il mondo politico che di questo passo i giornalisti rischiano di restare tutti disoccupati. Sono superflui commenti e approfondimenti. Basta una foto su Fb per rendere palese a tutto il mondo che gli attuali rappresentanti istituzionali campani, casertani, e dell’agro aversano in particolare sono caduti in un baratro. E continuano a scavare nel sottosuolo. Ci viene in mente la storiella di quel tale che una volta ha detto: “quando pensai di aver toccato il fondo sentii bussare sotto ai miei piedi”. Beh, nei giorni scorsi hanno fatto toc toc il sindaco ortese Andrea Villano, quello di Casepesenna Marcello De Rosa e gli esponenti di Scegli Orta. Questi ultimi pur non avendo nessuna affinità politica e ideale con il Pd si sono ingozzati e hanno brindato a casa di Villano alla vittoria di De Rosa, candidato alle primarie dem. Che coerenza. E poi ci si lamenta che la gente ha schifato la politica. È già un miracolo che non vada a prendere rappresentanti istituzionali e politici a calci nel sedere.

Altri personaggi, qualcuno è solo un personaggetto, che hanno scavato a fondo sono Salvatore Compagnone, funzionario del Comune di Sant’Arpino e zio del consigliere di Campania in Movimento Maria Rosaria Coppola, l’avvocato Vincenzo Gaudino, consigliere di opposizione del Pd ortese, l’avvocato Pasquale Ragozzino e Vincenzo Russo, questi ultimi dirigenti di Campania in Movimento di Orta di Atella. I quattro moschettieri tra un boccone e l’altro si sono incontrati diverse sere fa gustando un piatto a base di baccalà. Pietanza forse affine alle loro doti politiche. Che ci facevano assieme personaggi e personaggetti apparentemente così diversi tra loro. Parlavano di politica con “p” minuscola. Come sgambettare Villano. Chi appoggiare alle primarie Pd per far sfigurare De Rosa e quindi la maggioranza consiliare ortese. Ma in questo caso ci interessano poco le manovre del quartetto Gaudino-Campagnone-Russo-Ragozzino. Quello che ci genera malessere assimilabile ad una sorta di disgusto è l’abisso tra le parole sbandierate ai quattro venti dagli avvocati Gaudino e Ragozzino e i loro comportamenti concreti. I dati fattuali.

Partiamo da Ragozzino. Il legale sa bene, lo ha appreso da Campania Notizie, che tale Salvatore Compagnone col quale è andato a cena per parlare di politica con la “p” minuscola è lo stesso incaricato da Massimo Lavino su mandato di Angelo Brancaccio di pilotare il concorso per l’assunzione al Comune di Orta di Atella di Carlo Mozzillo, allora fidanzato con la figlia di Carmine Vozza. Compagnone infatti presiedette la commissione esaminatrice. A quei tempi il gruppo del “professore ciucciarello” era all’opposizione. E Brancaccio per “comprarselo” fece vincere il concorso al genero. Non a caso subito dopo Vozza e company passarono in maggioranza. Avvocato Pasquale Ragozzino, le concediamo di non credere alle inchieste di Campania Notizie, ci mancherebbe altro, ma se vuole una conferma di ciò che abbiamo riportato basta rivolgersi in famiglia. Chieda a suo zio Angelo Brancaccio. Le confermerà che lui con l’avallo di Compagnone ha truccato il concorso grazie al quale tutt’oggi Carlo Mozzillo è dipendente del Comune di Orta.

Concediamo anche a lei, egregio avvocato Vincenzo Gaudino, il beneficio del dubbio. Anche se ne sta abusando un po’ troppo. Quando le muoviamo qualche critica sui suoi compagni di viaggio lei risponde sempre allo stesso modo: “Non sapevo nulla di queste schifezze”. Se non era a conoscenza nemmeno che Compagnone ha spalleggiato Brancaccio nel pilotare un concorso comunale ad Orta di Atella una domanda sorge spontanea: come ha fatto a candidarsi a sindaco se non conosce affatto la città e soprattutto i personaggi che l’hanno devastata? Caro Gaudino, ci dica una volta per tutte come riesce a fare politica con uno come Francesco Gianfranco Piccirillo dopo tutto quello che emerso su di lui. Se non reputa attendibile Campania Notizie chieda al suo collega Ragozzino chi è e cosa ha fatto Piccirillo. Per tutti i dettagli l’ex leader di Coraggio potrà rivolgersi sempre a suo zio Brancaccio. Forse lo stesso Ragozzino ha rivisto radicalmente il suo giudizio su Piccirillo. Ci risulta che i due avevano in programma una cena sempre con Gaudino e Russo. Incontro saltato per un grave lutto che ha colpito la famiglia di Piccirillo. Di fronte a tanto squallore dobbiamo dare ragione a Peppe Comune di Città Visibile col quale siamo spesso in disaccordo. Lui dice sempre che la definizione “persone perbene” è abusata. Vero. Ne abbiamo abusato anche noi.

Ultima considerazione. La giriamo al consigliere regionale Gennaro Oliviero. Dopo essere stato un fedelissimo di Nicola Caputo, poi di Oliviero, poi di nuovo di Caputo, ora Piccirillo è tornato nel gruppo Oliviero. Triplo salto mortale carpiato avvitato con quattro rotazioni. Coefficiente di difficoltà? Disumano. Illustre Oliviero neanche lei conosce i trascorsi di Piccirillo? L’altro giorno abbiamo visto l’ex braccio destro di Brancaccio in prima fila alla convention per le primarie dem. E poi vi lamentate che il Pd in provincia di Caserta è ridotto ai minimi termini? Se andate avanti con gente così sarete destinati a scomparire. Per fortuna. Di tutti cittadini.

Mario De Michele

 

 





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