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E finalmente Maria Rosaria Coppola “La Manesca” venne allo scoperto. Che camminasse sul doppio binario maggioranza-opposizione lo si sospettava da tempo. Ora è ufficiale. Sta facendo di tutto per sfasciare la coalizione targata Giuseppe Dell’Aversana. Ieri ha abbandonato in malo modo il vertice tra sindaco e consiglieri comunali. “Passo con la minoranza – ha tuonato rivolgendosi al primo cittadino - se non fai fuori Salvatore Lettera dalla giunta”. Una minaccia politica che ha fatto tremare i polsi a Dell’Aversana. Tra sé e sé il sindaco avrà pensato: “Non è che prendo pure qualche schiaffo”. E si è messo a distanza di sicurezza dalla Coppola.

Apriamo una parentesi doverosa sulla giovane avvocatessa. È la nipote, fino a tre anni fa illustre sconosciuta, di un volto noto alle cronache. Parliamo del mitico o mitologico (purtroppo imperituro) Salvatore Compagnone. Uno per il quale non vale il motto “se non ci fosse bisognerebbe inventarlo”. Il dominus della macchina amministrativa di Sant’Arpino si reinventa in continuazione. Da sempre. Passano sindaci, consiglieri comunali, maggioranze, coalizioni ma lui è irremovibilmente lì, dietro le quinte. Senza di lui la Coppola sarebbe una pecorella smarrita. Solo sotto il profilo politico perché in altri ambiti se c’è da darle le dà, eccome. Anche il campione del mondo di bugie non negherebbe che Compagnone è il Pigmalione della nipotina.

Lei non “alza mai le mani” senza prima un consulto politico con lo zio. Nulla di male, per carità. Ma non possiamo sottacere che Compagnone è sempre andato molto d’accordo con l’ex sindaco Eugenio Di Santo, oggi capo della vera opposizione. Una collaborazione molto proficua. Chi ha maggiore interesse a generare il caos nella maggioranza per tentare di defenestrare Dell’Aversana? Elementare, Watson! Proprio Di Santo. Ipotizzare un collegamento tra la guerra ingaggiata dalla Coppola contro Lettera e un amoreggiamento con l’ex sindaco non è affatto campato in aria. Ovviamente sempre a distanza di sicurezza. Anche Di Santo teme qualche schiaffo improvviso.

La battaglia della nipote di Compagnone si basa su un falso caso montato ad arte probabilmente (non ne siamo certi) da Di Santo per mettere sullo stesso piano la scandalosa vicenda della doppia indennità percepita da Mimmo Iovinella e quella di Lettera che si trova in una situazione completamente diversa. Nel solco della Coppola infatti si è subito inserito l’ex assessore e la sua fedelissima Speranza Belardo. Talmente legata a Iovinella che ha rigettato la proposta di Dell’Aversana di entrare in giunta. “Deve tornare Mimmo!”, ha detto nel corso del vertice di ieri mattina. E ha aggiunto: “La delega di vicesindaco spetta a lui”. Azz! Donna di poche pretese. Altro punto critico. Molto. Il primo cittadino non ha intenzione di togliere la delega al suo braccio destro Caterina Tizzano, cioè ad Elpidio Del Prete, vero vicensindaco. Apriti cielo. Dell’Aversana ha proposto inoltre di azzerare l’esecutivo per poi ripartire. Come? Con gli stessi uomini e donne di prima. Pure ingoiando il rospone Iovinella.

E no, signor sindaco. Ne uscirebbe a pezzi. Meglio andarsene a casa. Almeno non farebbe una figuraccia. E soprattutto deciderebbe lei di porre fine alla consiliatura. Non lo farebbe determinare di fatto dal trio Coppola-Compagnone-Di Santo. Se ha timore della Coppola basta indossare un caschetto protettivo. Di quelli che usano i pugili in allenamento.

Mario De Michele

 





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