Beh, complimenti. Non ci viene da dire altro a Giuseppe Dell’Aversana. Anzi il sindaco di Sant’Arpino meriterebbe anche di più. Campania Notizie sta conducendo, e continuerà a farlo, una serie di inchieste sulla cittadina atellana accendendo i riflettori su atti illegittimi e comportanti discutibili dell’amministrazione in carica. Dell’Aversana in primis. Ma stavolta al primo cittadino va il nostro convinto plauso. Pochi giorni fa infatti il sindaco ha conferito la cittadinanza italiana a due bambini, figli di una famiglia del Burkina Faso. Si chiamano Sarifaton Zampou e Abdoul Latif, di 9 e 13 anni. Il lodevole provvedimento di Dell’Aversana è stato adottato sulla base dell’articolo 14 della legge n.91 del 1992. Il padre dei ragazzini, un operaio di 42 anni, è diventato cittadino italiano più di due mesi fa a seguito di decreto del Presidente della Repubblica Mattarella controfirmato dal Ministro dell’interno. Quindi anche i figli, su richiesta, hanno diritto alla cittadinanza italiana. Richiesta accolta subito da Dell’Aversana che con questo atto ha dato un segnale forte e chiaro di integrazione, accoglienza e civiltà.

Un provvedimento che assume maggiore valenza in un periodo in cui serpeggia tra una fetta della popolazione una strisciante avversione verso gli immigrati. E in alcuni casi, com’è avvenuto di recente ad Orta di Atella, i fascisti di Casapound cacciano la testa fuori dalle fogne a dimostrazione di un sentimento fascistoide che potrebbe pericolosamente prendere piede.

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria. Tra ebrei, comunisti, omosessuali, rom, disabili e tanti altri, i nazifascisti ammazzarono oltre 11 milioni di innocenti. Tutti noi, nessuno si senta escluso, siamo chiamati a una mobilitazione delle coscienze perché quell’orrore non si ripeta mai più. Tutti noi abbiamo il dovere morale di non dimenticare e di affermare i principi costituzionali dell’eguaglianza. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Insomma, non sono accettabili discriminazioni. Sarifaton Zampou e Abdoul Latif sono come noi. Tutti gli uomini e le donne nascono tra loro uguali. Uguali nella diversità. Ma uguali. Bravo sindaco Giuseppe Dell’Aversana. Stavolta merita solo elogi.

Mario De Michele

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