Eravamo quattro amici al bar. Volevamo spartirci la presidenza dell’Acquedotti. E ci riusciremo perché gli altri non valgono un c… mentre noi siamo buoni (furbi), brutti (di spirito) e cattivi (politici). Ai tavolini del bar N° 40 a Succivo stamattina c’era un poker d’assi: Andrea Villano, Peppe Roseto, Raffaele Elveri e Francesco Ragozzino. In altri tempi sarebbero state scartine. Oggi comandano assieme a Campania Libera (ancora per poco) per manifesta incompetenza amministrativa e politica del resto della maggioranza. Non a caso i quattro amici al bar si concedono il lusso di cercare un accordo sul nuovo timoniere della società idrica davanti a cornetti e caffè. Soltanto il consigliere leghista Elveri “L’Assetato” che bevuto litri d’acqua. Per dirla con Lolli è l’abitudine di tutta una vita. Come al solito il segretario della Lega Ragozzino ha fatto “Asso piglia tutto” e si è ingozzato.

Neanche il sindaco Villano ha mutato il suo stile alimentare. La colazione si è trasformata in una grande abbuffata. Ha ingurgitato di tutto. Si sono vissuti anche istanti di paura quando ha rischiato di strozzarsi perché nella foga di mangiare si è infilato in bocca anche il lembo di un tovagliolino di carta. Per fortuna il suo portaborse Roseto, vicesindaco facente finzione (ossequi a suo padre Arcangelo il “Facebookkino) con la prontezza di un medico del 118 ha effettuato la manovra di Heimlich, la tecnica di primo soccorso per rimuovere un’ostruzione delle vie aere. Villano è scampato al soffocamento. Neanche il tempo di ritornare a respirare con ritmo regolare che le sue guanciotte da Orso Yoghi si sono di nuovo gonfiate di cibo. Nel giro di pochi minuti il bar N° 40 ha esaurito cornetti e altre leccornie. Il sindaco, che riesce a fare anche due cose contemporaneamente, tra una “polacca” e l’altra ascoltava le pressanti richieste di Elveri e Ragozzino. I salviniani hanno ancora una volta ribadito che non vogliono fare un passo indietro. Pretendono la presidenza dell’Acquedotti. E il loro nome è quello di Francesco Acri, cugino di Ragozzino e direttore tenico della Futura, nota ditta di famiglia che otteneva affidamenti diretti sotto la gestione Mozzillo.

Villano ha cercato di abbozzare un risposta gustandosi i cornetti. Ah ah, è cattiva educazione, non si parla con il cibo in bocca. I leghisti non hanno voluto sentire ragioni. E Villano ha affondato i denti in un’altra “polacca” accuratamente monitorato da Roseto, fortemente preoccupato per la salute del primo cittadino. Nel caso di una sua prematura dipartita addio indennità di carica. Sarebbe una tragedia per il vicesindaco facente finzione e suo padre. Non vogliamo riporre troppa fiducia in consiglieri comunali che finora si sono dimostrati totalmente inadeguati e non all’altezza del loro compito ma sembra, anzi è sicuro, che l’incontro conviviale di stamattina non sia andato giù a Vincenzo Moccia (Noi Ortesi), Katia Sorvillo (Scegli Orta) e Anna Castelli (Coraggio).

Un tris che finora ha contato come due di coppe a briscola. Ma che forse potrebbe aver un sussulto di dignità amministrativa. Ripetiamo, ci speriamo poco. Ma per qualcuno esistono i miracoli. Pur convocati all’incontro Moccia, Sorvillo e Castelli ha declinato l’invito. Un “no” politico che potrebbe segnare una netta distanza (non crediamo finché non vedremo atti concreti) dal metodo decisamente indecente adottato da Villano per individuare una figura così importante come quella della guida della società idrica. Eravamo quattro amici al bar. Volevamo spartirci la presidenza dell’Acquedotti. Direbbe il poeta: non so se il riso o la pietà prevale.

Mario De Michele





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