Altro che cartelle pazze. Quelle di cui si occupa Nando D’Ambrosio “Colombina” (nella foto con Tania Brancaccio) sono intelligenti. Per lui. E redditizie. Sempre per lui. Nel caso del presidente del consiglio comunale di Orta di Atella l’aggettivo più appropriato per definire le cartelle esattoriali è conflittuali. E sì, perché l’esponente di Campania Libera (ancora per poco) rappresenta come avvocato decine di ortesi contro il Comune. Un conflitto di interessi che calpesta la deontologia professionale ed è assolutamente deprecabile sotto il profilo politico-istituzionale. Come può la stessa persona rappresentare l’ente locale e nel contempo curare gli interessi dei privati. Peraltro D’Ambrosio ha l’aggravante di essere il timoniere del civico consesso. Assieme al sindaco Andrea Villano “Sherlock Holmes” rappresenta sul piano anche legale l’amministrazione. Eppure “Colombina” non si fa nessuno scrupolo a fare incetta di incarichi legali da perte di cittadini che ricorrono contro il Comune per contestare o chiedere l’annullamento delle cartelle esattoriali. Da quando è stato proclamato consigliere è “in causa” contro l’Ente per decine di controversie.

Addirittura si dice in giro che sia proprio lui a procacciarsi i clienti. Ma siamo convinti che un avvocato col suo spessore professionale e con la levatura morale non si riduca mai a mendicare mandati. Anche perché guadagna centinaia di migliaia di euro per le sue preziosissime consulenze sulle pratiche assicurative per incidenti stradali. Come smaltisce montagne di “lettere” lui non lo fa nessuno nell’universo. C’è però una differenza abissale tra l’attività professionale che riguarda solo privati e quella che vede coinvolto come controparte il Comune di Orta Atella. Facciamo un esempio vestiario. Non a caso. Abbiamo affibbiato a D’Ambrosio l’appellativo di “Colombina” per i suoi abiti in stile caprese. Un caleidoscopio di colori. Un arcobaleno. Ipotizziamo che di mattina sia fissata la seduta consiliare. L’avvocato “incidentato” indossa i panni del presidente dell’assise. Nelle stesse ore è prevista un’udienza davanti alla commissione tributaria. Come farebbe a dismettere gli abiti istituzionali per indossare quelli dell’avvocato e a essere presente?

Dovrebbe volare. Ma è solo una “Colombina”. Quindi vola basso. Ma forse per cambiare l’auto di lusso due volte al mese invece che tre D’Ambrosio è disposto a fare anche i salti mortali. Purtroppo per lui non può superare gli ostacoli dell’incompatibilità sia a livello deontologico che politico e istituzionale. Un amministratore locale “normale” rinuncerebbe alle decine di mandati già notificati al Comune. Siamo certi che lo farà anche D’Ambrosio. Ad onor del vero già lo avrebbe dovuto fare da 4 mesi. Sarà stata una dimenticanza. Nel giro di poche ore rinuncerà agli incarichi. Siamo altrettanto certi, sempre alla luce della sua indiscussa integrità, che non sarà stato nemmeno sfiorato dall’idea malsana di aggirare il problema trasferendo i mandati all’avvocato Sonia Cicatiello. È la moglie. Sarebbe uno sberleffo nei confronti delle istituzioni. Sarà pure “Colombina ma il Comune di Orta non può trasformarsi in un Carnevale.

Mario De Michele

 

 





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