Non potrà esprimere pensieri poetici come fa abitualmente su Fb Giuseppe Dell’Aversana. Il caso Acquedotti approda in consiglio comunale. Il presidente Ivana Tinto ha convocato la seduta per il 30 ottobre alle 18,30. Scatta l’ora della verità. In ballo c’è l’aumento del canone idrico. Il sindaco non potrà fare il poeta. Ma non rinuncerà alla stucchevole propaganda politica. Descriverà la decisione della maggioranza come la migliore del mondo. Un capolavoro amministrativo. Alla sue parole la Tinto si “squaglierà” in un’estasi mistica. Ha un incontrollabile debole politico nei confronti del lider maximo. Poi ci saranno i “Guardiani della Galassia” che si spelleranno le mani in segno di totale sottomissione al Grande Dittatore. Tutti allineati e coperti. La minoranza farà la solita figura di m… Un film di serie B già visto. Poi si voterà. Esito scontato. Il Comune di Sant’Arpino aderirà alla società Acquedotti. Il guaio è fatto.

Per fortuna nei giorni scorsi quattro consiglieri di maggioranza si sono ribellati al “padrone”. Non hanno sottoscritto il documento pro-Acquedotti proposto da Dell’Aversana. I quattro moschettieri hanno chiesto che fosse introdotto nella convenzione (link alla fine del pezzo) un articolo, il numero 18, per tutelare maggiormente gli interessi del Comune e della popolazione. È stata inserita la carta dei servizi per il cittadino e sono state previste penalità e contestazioni (era il minimo) a carico dell’Ottogas in caso di mancato rispetto della convenzione. Prima incredibilmente non ce n’era traccia. E la società avrebbe potuto fare il bello e il cattivo tempo senza alcuna possibilità per l’amministrazione di far valere le proprie ragioni in sede giuridica. Un risultato importante ottenuto dai “ribelli” in quanto in nessun altro Comune aderente all’Acquedotti sono previste garanzie a tutela dell’ente e della collettività.

Ma nel complesso la convenzione è decisamente più vantaggiosa per l’Ottogas che per i contribuenti. La tariffa è rimasta a 1,50 euro al metro cubo. Altro che riduzione della tassa come annunciato da Dell’Aversana. E c’è di più. L’articolo 12 dispone che se i cittadini non pagano la bolletta dopo 60 giorni della notifica l’Acquedotti ha la facoltà di interrompere il servizio idrico. Chiude i rubinetti lasciando a bocca asciutta la gente. Pazzesco. Un altro aspetto che lascia perplessi riguarda il passaggio di cantiere dei dipendenti della Multiservizi. Nella delibera di consiglio comunale non è stata inserita nessuna clausola. Come mai? Forse la squadra di governo vuole avere le mani libere e i posti disponibili per far assumere parenti e amici? Vedremo. In ogni caso tra alti e bassi e malumori nella maggioranza il sindaco Dell’Aversana ha incassato l’unanimità. Tutti, tra consiglieri e forze politiche di governo, hanno detto sì all’Acquedotti come viene evidenziato attraverso una nota stampa.

Il comunicato non lascia adito a dubbi. Peraltro nelle ore successive non si sono registrati distinguo. Tutti d’accordo. Quindi anche Mimmo Iovinella “Mister 5mila euro” è in linea con l’ingresso nella società Acquedotti. Va bene che per due comode poltrone e per due corpose indennità di carica si farebbe di tutto ma la dignità personale non ha prezzo. Come pretende l’assessore Iovinella di tenere due piedi in una scarpa? Fa parte del cda del Consorzio Idrico e nel contempo dà l’ok all’Acquedotti. Ci saremmo aspettati uno scatto di reni. Niente. Anzi lui farà di peggio. Calpesterà, almeno è la nostra previsione, ancora di più la sua dignità personale con uno stratagemma politicamente squallido. Si è schierato con la maggioranza ma parteciperà al consiglio comunale per non palesare a tutto il mondo la sua inconfutabile incoerenza. Mimmo Iovinella sarà assente alla seduta? Noi ne siamo certi. Accettiamo scommesse.

Mario De Michele

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