“Il voto alle elezioni provinciali pare abbia scoperchiato il vaso di pandora dei problemi interni al PD. Cercando di essere seri, però, quanto accaduto a Carlo Marino è, in realtà, da approfondire anche e soprattutto fuori dal PD. – Lo ha dichiarato l’Avv. Luigia Martino, consigliere comunale di Parete e membro dell’Assemblea nazionale del Pd - La debacle del candidato presidente Carlo Marino richiede un’analisi politica approfondita che vada ben oltre la semplicistica, a tratti pretenziosa, interpretazione del Commissario Mirabelli volta più ad individuare capri espiatori che ad evidenziare le cause reali della fragilità del progetto. A Caserta si sta materializzando un lucido attentato del Partito Democratico attraverso scelte di vertice che contrastano con i territori, e non me ne voglia il Commissario Mirabelli ma la responsabilità è in primis la sua. In qualità di consigliere comunale della mia città ho sostenuto a spada tratta l’elezione di Carlo Marino, ma da giovane militante del Partito Democratico e componente dell’Assemblea Nazionale non nascondo la delusione e la frustrazione per il susseguirsi di dichiarazioni di autorevoli esponenti che appaiono incentrati più a cercare colpevoli interni che a capire qual è il cancro del PD e quali le metastasi da neutralizzare. Anche nelle ultime dichiarazioni di Mirabelli, trapela la tendenza a puntare il dito contro il compagno elettoralmente scomodo, piuttosto che analizzare da dove e com’ è nata la coalizione attorno alla figura di Carlo Marino ( a cui va tutta la mia stima e solidarietà ). Il fallimento della gestione commissariale e’ sotto gli occhi di tutti. Ad esclusione di qualche tifoso che il Commissario ha aggregato in una mitica chat su WhatsApp, non c’è un solo militante che apprezzi o abbia apprezzato il lavoro svolto dal commissario; inoltre, il partito è molto più lacerato di quanto lo era alla vigilia del suo arrivo, è evidente che la sua presenza qui a Caserta non ha ragion d’essere. Spiace constatare ciò, ma Mirabelli se ne faccia una ragione. Eppure, io per prima ho tentato di innescare un dialogo sincero ed edificante con lui ma tutti i miei tentativi sono stati rifiutati. Pur avendo chiesto più volte un incontro al Commissario, non sono mai riuscita ad avere un colloquio o un momento di confronto con lui, quasi ci fosse una pregiudiziale nei miei confronti. Il PD di Caserta, - conclude Martino - non può ridursi a poche riunioni tra persone prescelte accuratamente in base alle simpatie del senatore e, anche per questo, auspico che venga convocata, quanto prima, un’ assemblea degli iscritti che ci consenta di normalizzare la gestione del Partito e riconsegni fiducia a tutti i nostri militanti”.





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