Lo stallo politico che affligge la città di Maddaloni si ripercuote inevitabilmente sui cittadini i quali sono costretti a subire passivamente diverse inefficienze quali la mancanza di servizi, la mancata progettualità di opere utili alla collettività, la crescita esponenziale dei tributi, la crisi economica e sociale.

Questo quadro diventa ancora più preoccupante e drammatico se il Partito Democratico, maggiore forza politica della città, diventa complice e partecipe di tale immobilismo. Maddaloni è una città complicata in cui abbondano i problemi, in cui i cittadini sono costretti a vivere in assenza di servizi minimi essenziali, in cui la disoccupazione è dirompente, in cui le politiche a sostegno delle famiglie e dei ceti disagiati sono una chimera, in cui la crisi economica è un incubo per tante famiglie, in cui tanti studenti sono costretti a studiare in scuole fatiscenti,  in cui si continua a morire per l’ambiente malsano ed in cui la criminalità è imperante. Il Partito Democratico ha il dovere di dare risposte concrete ai tanti problemi che affliggono i cittadini. Le ultime elezioni amministrative hanno sancito in maniera chiara e definitiva la vittoria del Pd che è di gran lunga la prima forza politica della città e pertanto ha il dovere di governare i processi politici e sociali  anche in considerazione dell’attuale vuoto amministrativo. Non è pensabile che l’azione politica del partito debba essere condizionata dagli esiti di un ricorso amministrativo che mira a screditare e mortificare la volontà popolare o dalla presenza del Commissario Prefettizio. Le ultime elezioni amministrative hanno sancito, a nostro avviso,  la fine della gestione commissariale del circolo cittadino e  quindi conseguentemente anche la funzione e l’utilità dei subcommissari.

A questo punto è indispensabile la celebrazione immediata del congresso cittadino in modo da ridare slancio all’azione politica del Partito in città che deve necessariamente ripartire dal risultato ottenuto alle ultime elezioni amministrative e tener conto dal lavoro svolto in questi mesi dal candidato sindaco del centrosinistra. La bontà del lavoro svolto e della credibilità acquisita in città è dimostrata dal fatto che dopo dieci anni di sconfitte il PD è tornato ad essere il primo partito in città, eleggendo cinque giovani under 35 alla carica di consigliere comunale,  e che la coalizione di centrosinistra ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi in seno al Consiglio Comunale sin dal primo turno.  Il congresso è il normale riconoscimento dell’autonomia di cui hanno diritto i tanti iscritti e simpatizzanti. La prosecuzione della gestione commissariale del partito rappresenta un’offesa all’intelligenza ed alla dignità dei tanti che in questi anni, nonostante le tante avversità, hanno tenuto in vita il Partito. Il circolo di Maddaloni è popolato da tante persone perbene, da tanti militanti per passione, da democratici rispettosi di norme e regole che hanno diritto di vivere  autonomamente le proprie scelte politiche ed amministrative. La città di Maddaloni non può più essere terreno di conquista elettorale. Noi reclamiamo rispetto e dignità. Per anni Maddaloni è stato laboratorio politico ed espressione della miglior politica.  E’ ora che una nuova generazione di amministratori, a partire dagli eletti al consiglio comunale, cominci ad elaborare scelte autonome. E’ ora che venga riconosciuta la dedizione e l’impegno di coloro i quali hanno partecipato alle ultime elezioni comunale nella lista del Partito. E’ finito il tempo dell’opportunismo politico, del tornaconto personale e dei voltagabbana. Troppe contraddizioni, troppi personalismi e troppe ipocrisie hanno caratterizzato gli ultimi anni di vita del partito manifestatosi in maniera eclatante alle ultime elezioni.  Il congresso è necessario per il partito e per la città oramai mortificata, umiliata ed offesa in ogni suo aspetto. Maddaloni è la terza città della provincia di Caserta e non può essere trattata come il feudo del potente di turno.

Chi le scrive, caro commissario,  non ha mai ragionato per interesse di parte o personale  ma ha sacrificato la vittoria conquistata per coerenza politica e per il bene comune della città e del Partito. E’ necessaria, caro commissario, entro le prime due settimane di ottobre, l’organizzazione di un congresso in cui siano eletti  i quadri dirigenti che ci accompagneranno alle prossime elezioni comunali ed in cui finalmente si ritorni a parlare di politica e ci si confronti circa le problematiche della città. E’ necessario, caro commissario, soprattutto eleggere un segretario riconosciuto dalla città e soprattutto libero da ogni condizionamento politico e personale.

Si chiede di assumere una posizione chiara rispetto ai comportamenti tenuti da alcuni tesserati in campagna elettorale in modo da definire, senza possibilità di equivoci, qual è stata e quale sarà la linea del Pd rispetto a comportamenti ambigui. Per ottenere questi risultati è chiaro che i subcommissari debbano svolgere un’azione di supporto al lavoro del commissario senza alimentare nuove divisioni.

Siamo certi, caro commissario, che la sua sensibilità politica ed umana  non vorrà negarci del diritto sacrosanto alla libertà ed alla democrazia che nel bene e nel male cercheremo di raggiungere, ottenere e difendere in ogni modo.

Gli ex Consiglieri Comunali

Giuseppe Razzano

Domenico Reitano

Edoardo Tontoli

Michele Russo





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