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Piedimonte Matese - “Ho pensato tanto ed allora ho voglia di fare tanto”. Anni di lontananza(più apparente che reale) ma militanza sempre in allenamento per l’ex sindaco di San Potito Sannitico. Si è fatto precedere da una canzone di Ligabue(“ho fatto in tempo ad avere un futuro”), Gianluigi Santillo, super-votato alle ultime comunali (tante preferenze secche senza indicazioni ad altri/e) e fresco neo presidente del consiglio comunale e delegato Anci, è stato l’unico dei candidati della lista “Uniti” a parlare insieme ovviamente al sindaco, Luigi Di Lorenzo. L’occasione è stata la festa di ringraziamento con la chiusura dell’assessora Sonia Palmeri. Santillo (per lui nessun compito gestionale ma certo non sarà di contorno nel nuovo assetto) ha richiamato gli anni- difficili- della lontananza dagli impegni diretti e di essere stato il più bersagliato in campagna elettorale da parte delle liste concorrenti(specie da Grillo nel comizio finale in piazza Carmine con l’ormai famoso “discorso dell’incubo”) ma la parte centrale del suo discorso è stata dedicato alle cose disattese , mancate come la mancata elettrificazione della linea ferroviaria, l’ospedale con i suoi buchi organizzativi, la stazione sciistica di bocca della Selva in eterno immobilismo :” noi siamo il Matese che si deve riscattare” ha detto al pubblico dei sostenitori, cittadini, curiosi intervenuti a Portavallata. Anche lui si affida alla sfida di quella filiera istituzionale, già indicata nel programma ed ora alla prova del governo dela città e del territorio e delle sue aspettative di rilancio.

Michele Martuscelli





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