E’ assurdo che non si riesca ancora  a risalire alle cause che hanno determinato la moria di centinaia e centinaia di trote nel fiume Ofanto. La questione, così come chiesto da tempo dalle Associazioni Ambientalistiche, dal Sindaco di Lioni, Salzarulo, e dai Comitati di Cittadini, merita di essere approfondita da tutti gli enti e in tutte le sedi deputate”.

Così in un’Interrogazione a risposta scritta inoltrata dalla Consigliera PD Rosetta D’Amelio all’Assessore regionale dell’Ecologia, Tutela dell’Ambiente e Ciclo integrato delle Acque, Giovanni Romano. Oggetto della nota, l’inquietante e ciclico fenomeno che si verifica - puntuale - nelle acque del fiume Ofanto, soprattutto presso il tratto dell’area industriale di Lioni – Nusco, a cui molti cittadini guardano con sospetto.

Potrebbe essersi verificata – ipotizza D’Amelio - un’alterazione nella composizione chimico-fisica delle acque del corso fluviale per effetto, probabilmente, di sversamenti illegali, di un malfunzionamento del depuratore o di idroprelievi che, come per tutti gli altri corsi fluviali che lambiscono il territorio dell’Alta Irpinia, hanno prosciugato, in questi ultimi tempi, l’Ofanto. Saranno, ad ogni modo, gli organi competenti a far luce sul caso”.

In attesa, intanto, che la competente autorità giudiziaria accerti eventuali responsabilità penali per procurato danneggiamento, aggravato e continuato, di acque pubbliche, tutti i rappresentanti dei governi locali del comprensorio dell’Alta Irpinia sono fortemente preoccupati dall’enormità dei danni prodotti dal fenomeno, sia in tema di tutela della salute umana sia in ordine alla salvaguardia del fiume.

Il danno che si sta reiterando è, in realtà, duplice: da un lato - sottolinea la Consigliera D’Amelio - si rovina un irrinunciabile presidio naturalistico ed elemento fondamentalmente della morfologia dei luoghi, nonché della storia e della cultura delle comunità dell’Alta Irpinia, dall’altro c’è la preoccupazione per la tutela della salute umana – nonostante le rassicurazioni e la presenza del potabilizzatore – in quanto l’Ofanto è fonte d’acqua essenziale per l’approvvigionamento idrico dell’Aquedotto Pugliese. Inoltre – aggiunge - per quanto a conoscenza dell’interrogante, il Comune di Lioni risulta dal 2009 assegnatario di un finanziamento di 622 mila euro per la sistemazione dell’alveo dell’Ofanto, in tutta la parte urbana; finanziamento pare, che allo stato attuale sia bloccato dai vincoli fissati dal patto di stabilità. Bisogna garantire alle comunità dell’Alta Irpinia il necessario accompagnamento istituzionale per la salvaguardia del fiume Ofanto,  con risposte certe ed in tempi rapidissimi”.

 

 





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