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di Mario De Michele

Ne combina un’altra delle sue. Alla Treccani sta stanno aggiornando il dizionario con il neologismo “piciernata”, sinonimo di “figuraccia, stupidaggine, ridicolaggine”. Non si smentisce mai Pina Picierno. L’eurodeputata casertana del Pd, pupilla di Dario Franceschini, sgrana il rosario delle scemenze come una fervida credente del “vuoto politico”. Non riesce a trattenersi. E’ più forte di lei. Non appena si accomoda sulla sedia di uno studio televisivo, è colpita dalla “sindrome della sciocchezza”. L’ultima “piciernata” è andata in onda su Rai Tre durante la trasmissione Agorà. “Potrei ricordare – ha affermato stizzita - che la Camusso è eletta con tessere false o che la piazza è stata riempita con pullman pagati, ma non lo farò”. Alla Cgil sono andati nel panico. Per le accuse, ridicole e offensive, lanciate da Picierno? Macché. Per l’enorme difficoltà di replicare al “nulla”. Confrontarsi con chi è solo “fuffa” è un’impresa impossibile. E allora il sindacato si è limitato a dire: “Siamo indignati per le falsità e le sciocchezze dette dell'eurodeputata”. Sciocchezze, appunto. Talmente clamorose che è dovuto intervenire il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini: “Siamo sicuri che Picierno non voleva offendere nessuno, può capitare nel corso di dibattiti accesi, di dire parole eccessive”. In altri termini, il braccio destro di Renzi ha bollato le affermazioni della deputata europea come delle emerite stronzate. Ma le dichiarazioni di Picierno sono ancora più indecenti, non solo perché infangano il milione di persone sceso in piazza contro il Governo, ma anche perché offendono l’intelligenza di chi conosce le tappe della carriera politica della “Renzi girl”. La signorina di Teano divenne segretario nazionale dei giovani della Margherita grazie all’intercessione di Ciriaco De Mita (il “mio mito”, ha detto più volte in passato). L’Highlander della Prima Repubblica fu molto lusingato e sorpreso dalla tesi di laurea di Picierno sul “linguaggio politico” del re di Nusco. E in effetti ci voleva davvero un bel coraggio a scegliere un argomento così impegnativo(?). Lo sforzo intellettuale fu premiato affidandole la guida dei “margheritini” under 30.

Ma siamo solo all’inizio. La sua disponibilità a 360°... ad esaudire tutti i “desiderata” di Franceschini le ha spalancato le porte (e non solo) della Camera alla tenera età di 27 anni. Da Roma arriva la spinta... decisiva. E la Picierno si “gode” un posto blindato nella lista bloccata alle elezioni politiche del 2008. Negli anni a venire... prosegue con reciproca “soddisfazione” la “corrispondenza (politica) di amorosi sensi” con l’attuale ministro. E la giovane Pina beneficia stavolta solo di una spintarella di Franceschini (con l’età si perde qualche colpo). Alle parlamentarie del 2013 la Picierno si piazza al terzo posto in provincia di Caserta (posizione utile per essere eletta) grazie al suo “pigmalione”, che stringe un accordo con i vertici del Psi. Dai socialisti romani arriva l’indicazione al consigliere regionale casertano Gennaro Oliviero di dirottare alle primarie i suoi voti sulla Picierno. E Oliviero obbedisce. Basta dare un’occhiata fugace ai risultati delle parlamentarie. A “casa” del consigliere regionale del Psi l’attuale eurodeputata sbanca. E viene eletta. Un gioco sporco? Un imbroglio? Per lei è tutto normale. L’importante non è partecipare, ma vincere. La fulgida carriera politica della Picierno subisce una fulminea impennata con l’ingresso di Franceschini alla corte di Renzi. Lei, figlia dell’immortale De Mita e fino a poco prima bersaniana convinta, si converte in un batter d’occhio al credo della rottamazione. E nell’era renziana viene gratificata con la nomina nella segreteria nazionale del partito. Che scalata. Da record. Poi arriva il “bagno elettorale”. Il premier la candida capolista alle Europee nella circoscrizione meridionale. E Picierno ottiene una pioggia di voti, più di 200mila. Lei non sta nella pelle: “Adesso voglio vedere chi ha il coraggio di dire che non ho un voto!”. Peccato che è stata l’unica capolista Dem a non essere la più votata (il primo posto è andato a Gianni Pittella) e che nello tsunami renziano (Pd al 40,8%) “sarebbe stato eletto anche un facocero”, come ebbe giustamente a dire Andrea Scanzi del “Fatto” durante una trasmissione televisiva in cui Picierno incollò l’ennesima figurina nel suo corposo album della stupidità.

Ora l’europarlamentare fa la “morale” alla Cgil. Adombra sospetti sul tesseramento del primo sindacato italiano. Offende le migliaia di lavoratori, pensionati, disoccupati, precari, uomini e donne che hanno partecipato alla manifestazione del 25 ottobre. Proprio lei che è andata avanti a “spinte e spintarelle” (politiche) sale sulla cattedra della moralità e della trasparenza. Rivoltandosi nella tomba, Totò starà dicendo: “Lei è onorevole? Ma mi faccia il piacere”.





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