di Mario De Michele

Chiedo molto, lo so, ma per una volta mettiamo da parte il webetismo e l’odio universale dei social media per andare oltre la demenza collettiva dei giudizi manichei e delle sentenze sparate dallo sfogatoio degli imbecilli. Proviamo ad elaborare una disamina dei prime tre mesi della nuova amministrazione comunale di Orta di Atella. Limitiamoci ai fatti, ai dati oggettivi e irrefutabili. Andiamo nel merito senza schieramenti preconcetti e smettendo le magliette, le sciarpe e i cappellini degli ultrà. Quella che propongo è un’analisi ovviamente personale (non mi reputo depositario della verità) ma basata su elementi tutti riscontrabili e non strumentali. Ugualmente criticabile, sia chiaro, ma auspico che del mio ragionamento sia contestato il contenuto. La cornice non rende un quadro pessimo un capolavoro. E viceversa. Almeno stavolta osserviamo solo il quadro. Poi ognuno, ci mancherebbe, potrà discutere, condividere, opporsi e tutto quello che si vuole. Ma per cortesia, già so che non sarò ascoltato, chiedo ai coglioni da tastiera, agli idioti del web, ai repressi e depressi, ai ciucci di non sporcare un possibile confronto a distanza civile e costruttivo. Ai decerebrati morti dentro e senza argomenti che usano Facebook per sentirsi vivi e intelligenti chiedo di farsi da parte. Solo in questa occasione. Per carità continuate a pubblicare i vostri commenti infarciti di errori grammaticali, conditi da ovvietà e conformismo, impregnati di populismo e demagogia ma per questa volta non incappate nella tentazione di pigiare i tasti solo per partecipare, solo per sperare di poter contare, solo per esistere. Vivere e sopravvivere sono concetti opposti. Che esulano da tutto, anche dalle condizioni economiche, sociali e culturali. Sarò esaudito? Non credo. Per i mentecatti della Rete sono parole vuote. Peggio ancora penseranno che non sono rivolte a loro, geniali commentatori web(eti). Comunque ci ho provato. E nutro anche qualche residua speranza di condurre la discussione sui binari della correttezza e onestà intellettuale.

Veniamo al dunque. Da qui in poi traccerò un bilancio delle scelte principali adottate dal sindaco Andrea Villano che affettuosamente definisco “Scrotino d’oro”. Chi non mi ha seguito in passato poi capirà il perché di questo appellativo. Il neo sindaco ha impiegato quasi due mesi per completare il mosaico della giunta tra veti, papabili indecenti e traccheggiamenti personalistici. Uno dei motivi per cui si è perso tempo è dovuto al paranoico timore di Nando D’Ambrosio “Colombina” (è cangiante e sgargiante) di non essere eletto presidente del consiglio comunale. L’avvocato “incidentato” si è voluto, giusto per abitudine, prima assicurare la poltrona e poi ha dato l’assenso a formulare il nome dell’assessore di Campania Libera (ancora per poco). Solo in seguito a 8397 ultimatum puntualmente ignorati dal consigliere Luigi Bosco (indagato per turbativa d’asta), da “Colombina” e da Salvatore Del Prete “Soldinus Magò”, il sindaco “Scrotino d’oro” ha nominato tre assessori, di cui uno (Cesario Villano) a scadenza breve, sostituito dopo pochi giorni dal conferimento dell’incarico. Con una giunta monca ha approvato un progetto di 70mila euro promozionato da uno sponsor d’eccezione Nicola Iovinella “Un saluto, un sorriso”. Dopo essere passato come la migliore Carla Fracci da un esecutivo politico a uno tecnico, infine a quello tecnico-politico con la presenza di Peppe Roseto “Il Poltronista” (che vive nell’incubo di perdere il posto) Villano ha partorito una giunta di cui finora non si hanno tracce. Su proposta dei soliti noti di Campania Libera (ancora per poco) ha indicato Caterina Torromacco (per ricordarne il nome ho fatto una ricerca nell’archivio di Campania Notizie), avvocato aversano sconosciuto anche agli aversani e in tutta la Contea Normanna. E tuttora i cittadini di Orta di Atella non conoscono le fattezze di altri due assessori: Luigi Macchia (Scegli Orta) e Luigi Di Lorenzo (Noi Ortesi). Vi ricorda qualcosa o qualcuno? A me ha fatto venire in mente l’avvio dell’amministrazione griffata Giuseppe Mozzillo.

Se mi sbaglio ditemelo motivando l’errore con argomenti riscontrabili, quindi i webeti sono di nuovo pregati di utilizzate le dita per altre amenità. Nel frattempo, cioè dal suo insediamento ad oggi, il sindaco si è accompagnato quotidianamente con un personaggio noto alle cronache giudiziarie. Potremmo pure evitare di farne il nome ma siamo costretti a scriverlo per chi non mi ha seguito in passato. Si tratta naturalmente del “Negus” Nicola Iovinella. Piccola parentesi sul curriculum del portavoce di Campania Libera (ancora per poco). Grande Bosco! Scelta perfettamente in linea con il suo modo di intendere la politica. Iovinella è stato il tecnico che assieme a Nicola Arena ha rilasciato il 99% delle concessioni durante il boom edilizio, concessioni tutte annullate dopo l’intervento della magistratura. E’ accusato dal pentito Orlando Lucariello di essere stato “a disposizione del clan dei Casalesi e di aver chiesto e intascato tangenti dagli imprenditori”. È stato fermato dalle forze dell’ordine assieme a Brancaccio al valico con la Svizzera. Poi in compagnia dell’imprenditore della camorra Sergio Orsi. E per non farsi mancare nulla con i vertici del clan Verde di Sant’Antimo. Ora Iovinella “Un saluto, un sorriso” si aggira tra gli uffici comunali con particolare predilezione, guarda un po’, per l’ufficio tecnico. Vi ricorda qualcosa o qualcuno? A me ha fatto venire in mente le amministrazioni targate Brancaccio. Lo conferma il fatto che l’ex sindaco ortese ha dichiarato recentemente ai magistrati che un suo ex fedelissimo, o meglio “zerbino”, mi riferisco ovviamente a Del Prete “Soldinus Magò”, si è messo in saccoccia una mazzetta di 300mila euro sempre ai tempi del sacco della città attraverso consulenze tecniche occulte. Progetti che hanno dato vita a parchi residenziali sottoposti alle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Oggi Del Prete è il capogruppo consiliare di Campania Libera (ancora per poco). Anche in questo caso mi sbaglio? Bene. Dimostratemelo con dati alla mano. Coglioni da tastiera voi astenetevi.

Torniamo allo “Scrotino d’oro”. Qualcuno di voi nutre qualche dubbio sul metodo sfacciatamente clientelare utilizzato nell’assunzione di undici stagionali da parte della ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti? Un suggerimento per sgombrare il campo da alibi e giustificazioni: leggete i nomi degli assunti. A proposito, caro primo cittadino li renda pubblici, grazie. Per non tacere dell’assegnazione delle deleghe ai consiglieri di maggioranza. Il sindaco ha avuto la brillante intuizione di affidare le Politiche sociali a Raffaele Elveri “L’Assetato”, divenuto famoso grazie a Campania Notizie per essere stato denunciato da D’Ambrosio “Colombina” per essersi “inventato una falsa gita per anziani al fine di intascare 300 euro per l’acquisto di panettoni regalati ad amici e parenti durante le festività natalizie”. Ho virgolettato il sunto delle accuse del presidente del consiglio perché sono contenute nella denuncia a sua firma presentata alla Guardia di Finanza di Aversa. Indovinate quando si sarebbe macchiato di questo gravissimo reato Elveri? Sotto la gestione Mozzillo. Cos’è cambiato rispetto ad allora? Mi direte: ma anche Villano faceva parte di quella gestione quindi qual è la novità? C’è, eccome. Il sindaco in carica si è riempito la bocca di paroloni come “trasparenza e legalità”. Mi sbaglio se dico che ha puntato sulle persone sbagliate? Dico una stronzata se mi chiedo e vi chiedo che senso ha delegare un consigliere alle Politiche sociali in presenza di un assessore alle Politiche sociali? Attendo risposte e critiche sempre in base a fatti concreti. Deficienti facebookkini contenetevi.

E ancora. Villano si è recato nei giorni scorsi in via Fausto Coppi, zona simbolo della cementificazione selvaggia che vede coinvolti anche imprenditori in odore di camorra. Sapete chi ha promosso l’iniziativa? Arturo Vislino. Sì, sì, proprio lo stesso che a detta dell’allora consigliere Gennaro Della Porta si spartiva lo stipendio di assessore con Rosaria Autieri. Egregio Vislino, lei è un carabiniere (per fortuna in pensione), non infanghi la divisa dell’Arma con pietosi commenti social. Ha il dovere di denunciare immediatamente Della Porta magari proprio ai carabinieri. Come pretende di liquidare una vicenda così deplorevole e indecente tramite Facebook? Ecco, ho fatto un bilancio di alcune delle scelte del sindaco Villano. Ditemi per cortesia cosa condividete e cosa no. Si accettano solo critiche costruttive che poggiano su elementi concreti e oggettivi. I webeti per una volta restino nello sfogatoio degli imbecilli.

 

 





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